Alberto Cairo: 5 artisti funzionali da tenere d’occhio

Alcuni esempi di infografiche innovative tratte dal libro L'arte Funzionale di Alberto Cairo, ospite a Exhibitionist l'8 maggio.

Si può usare L’arte funzionale, l’ultimo saggio di Alberto Cairo, ospite di Exibitionist il prossimo 8 maggio, come un libro di testo. Oppure come un manuale per la realizzazione di infografiche migliori. O ancora come un trattato di estetica che propugna una via di mezzo tra il rigore minimalista di Edward Tufte, l’uomo che pensa che un’infografica sia tanto più efficace quanto meno inchiostro si usa, e la spinta verso l’umanizzazione ironica di Nigel Holmes. Infine, si può intenderlo come un who’s who della visualizzazione digitale di questo inizio di millennio. Una galleria di talenti che stanno trasformando, spesso a colpi di web e interazione (e a volte anche di teatro), il giornalismo contemporaneo e non solo. Eccone 5, scelti per voi.

# Il profeta

“Tutti quelli che si occupano di infografica e visualizzazione manifestano una riverenza quasi religiosa per The New York Times. Mi includo in quella folla”, scrive Cairo. E non è difficile capire il perché. Il quotidiano americano propone ormai da parecchi anni alcuni dei migliori progetti di visualizzazione sulla piazza, come ci ha raccontato recentemente Aron Pilhofer. Se la testata Usa è oggetto di un culto, allora il suo profeta attuale è Steve Duenes, dal 2004 responsabile dell’infografica del giornale e a capo di un team di 30 persone. Per capire di che cosa sia capace la squadra di Duanes basta dare un’occhiata a 2012: The Money Race, il cruscotto interattivo dedicato ai finanziamenti per le ultime elezioni americane, dove con interfaccia intuitiva ed elegante sono presentati tutti i dati su chi ha donato cosa a chi.

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Oppure, andando un po’ indietro nel tempo, si può osservare come illustrazione e animazione 3D si uniscano per rivelare i segreti del gioco di gambe del tennista Roger Federer o, con una cura del dettaglio e una chiarezza grafica straordinarie, quelli del lanciatore di baseball Mariano Rivera.

 

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# Il perfomer

Non è un vero e proprio designer e non ha mai realizzato un’infografica in senso stretto in vita sua. Ma ha fatto così tanto per spiegare quanto è importante una rappresentazione corretta e accattivante delle statistiche che non può non essere inserito in un’antologia della visualizzazione. E infatti Hans Rosling, il medico svedese che nel 2006 ha sedotto la platea del Ted raccontando (sì, raccontando) cose come la diminuzione della fertilità e l’aumento dell’aspettativa di vita nei Paesi del mondo, figura nella ristretta cerchia dei “colleghi” selezionati da Cairo nel suo libro. Il suo strumento principale di lavoro è un software che fa muovere dei cerchi colorati lungo due assi ma il valore aggiunto è la capacità di Rosling “di fondersi con le sue infografiche, di diventare parte integrante dei coloratissimi diagrammi a bolle e a dispersione che scorrono alle sue spalle”.

# La chimica

Anche lo Space Shuttle, più o meno un anno fa, è andato in pensione. E c’è andato in aereo. Per spiegare ai profani come una navicella spaziale possa viaggiare in groppa ad un jumbo ci voleva il talento di Hannah Fairfield, allora responsabile dell’infografica del quotidiano americano Washington Post e considerata da Cairo una dei designer più creativi del giro. L’impulso alla sperimentazione di Fairfield – che deriva anche da una una formazione poliedrica che mette insieme geochimica e giornalismo – lo si può apprezzare al meglio nella rappresentazione dell’ultimo viaggio del glorioso velivolo.

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Ma anche in una divertente visualizzazione che spiega come si può migliorare la propria elevazione e dunque arrivare a schiacciare il pallone da basket nel canestro anche senza essere alti due metri. L’insieme di consigli – che vanno dagli esercizi per potenziale in muscoli alla corretta tecnica di salto – sono esposti sul web con un approccio che ricorda quello dei flip-book, le immagini disegnate in sequenza nelle pagine di un libro che, scorse velocemente, danno l’illusione del movimento.

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# L’operatore

Perché scegliere tra verità e bellezza quando si può avere tutto? Per Moritz Stefaner, designer tedesco assai apprezzato da Cairo, una visualizzazione non funziona se non ha entrambe. Artista mancato per sua stessa ammissione, Stefaner ha scelto di non rinunciare mai all’estetica, si tratti di dati economici o di voci di Wikipedia. Si veda, per esempio, il progetto Better Life Index realizzato per l’Ocse, che consente di mettere in fila i Paesi del mondo sulla base di indicatori che misurano la qualità della vita tenendo insieme rigore della misurazione, gradevolezza della presentazione e personalizzazione del servizio (“Nel mio lavoro – dice – non cerco di raccontare una storia, cerco di raccontarne migliaia”).

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O anche Notabilia, elegantissima visualizzazione di uno studio sulle discussioni interne alla comunità che portano alla cancellazione (o al mantenimento) di una voce dell’enciclopedia online più popolare del pianeta. Solo due esempi ma dovrebbero bastare per comprendere perché a Stefaner piace definirsi “operatore di verità e bellezza”.

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#Il mitteleuropeo

Se c’è un area del mondo che sta regalando all’universo della visualizzazione alcuni dei più interessanti designer dell’informazione questa è l’Europa centrale. Parola di Alberto Cairo. Che tra i più interessanti talenti della nuova generazione che vengono dal profondo del Vecchio continente inserisce il tedesco Gregor Aisch. Formazione informatica ma sguardo artistico, Aisch è diventato noto grazie ad una rappresentazione elegante, esaustiva ed efficace delle donazioni ricevute dai partiti politici tedeschi.

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In seguito ha continuato a sviluppare il suo stile nei progetti più svariati: dalla visualizzazione dei plagi compiuti da un ministro tedesco nella sua tesi di dottorato ad un’ambiziosa sintesi visiva della situazione energetica della Germania commissionata dalla General Electric. Dopo tutto, dice, è questo “quello che amo della visualizzazione e dell’infografica: il potenziale che hanno di cambiare il mondo in meglio”.

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Raffaele Mastrolonardo
@pelopida

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