Alla Special Edition un’immersione nella New Media Art

A #FutureWays i prossimi 10 anni dell'arte fatta con la tecnologia secondo Luc Courchesne e Giuliana Bruno. Un'immersione fluida fra reale e virtuale. Marcus Wendt spiega come i droni saranno creatori d'arte

Poteva mancare la New Media Art del futuro alla Special Edition Future Ways of living? Certo che no. L’11 e 12 giugno alla Mediateca Santa Teresa disegniamo gli scenari dell’arte “fatta con la tecnologia” che ci aspettano. A condurci in questo percorso sono una serie di guru internazionali, da Luc Courchesne, decano dei media artist mondiali al designer grafico a Mark Wendt, che con il suo studio FIELD, fa dei droni gli autori ultimi di originali narrazioni visive. A inquadrare teoricamente le loro panoramiche pensa Giuliana Bruno, professore di Visual and Environmental Studies ad Harvard, che ci invita a riflettere sul concetto di schermo da qui a dieci anni.

Ad aprire le danze è proprio Giuliana Bruno, fresca autrice di Surface: Matters of Aesthetics, Materiality, and Media nel quale teorizza un futuro in cui le superfici  – si tratti di uno smartphone, di un tablet o di una video installazione – sono destinate a farsi spazio di relazione e comunicazione, proprio come accade con ogni altra membrana, a partire dalla pelle (venerdì 12 giugno ore 18).

A Future Ways of living Luc Courchesne propone una lecture dedicata alla progressiva sparizione della frontiera estetica fra esperienze visive reali e virtuali.«La tecnologia – ha scritto Courchesne – è ormai diventata la nostra seconda pelle. Siamo totalmente pervasi e immersi nella tecnologia, coinvolti collettivamente in una dimensione poliedrica della realtà fisica, espansa e virtuale. In questo processo abbiamo subito una trasformazione passando da spettatori a fruitori, visitatori e ora abitanti delle nostre opere d’arte».

Se l’arte dell’esperienza si fonda su sistemi, metodi e apparati che esplorano le pieghe del reale, la bellezza del processo sta nell’integrazione che permette di renderli invisibili. Secondo Courchesne, infatti, da qui a 10 anni lo scambio reale-virtuale diventerà per noi un’immersione fluida, non una barriera da superare. (venerdì 12 giugno ore 21).

Mark Wendt è il giovane fondatore di FIELD, studio londinese che crea manufatti digitali mescolando design, arte e ricerca tecnologica. Immaginate di essere immersi in un ambiente digitale e guidare il volo di un drone attraverso un landscape urbano futuribile. Questo è City of Drones,  il lavoro che Wendt e i suoi hanno firmato per il Barbican di Londra nel 2014. Dopo averlo visto abbiamo deciso di portarlo a Milano per il decennale di Meet the Media Guru. Starà a lui raccontarci come i droni sapranno rivestire l’inedito ruolo di “creatori d’arte” (venerdì 12 giugno ore 21.30).

In attesa di scoprire come i droni rivoluzioneranno la media art, ci godiamo una preview di Violescence, l’ultima mostra realizzata da FIELD per l’Hospital Club della capitale inglese che mescola fotografia, animazione e musica in un contesto di immersive virtual reality attraverso l’utilizzo di uno speciale casco/scultura.

Violescence – Solo Exhibition / Preview from FIELD on Vimeo.

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About Meet the Media Guru

MEET THE MEDIA GURU è una piattaforma di incontri sulla cultura digitale e l'innovazione, ideata dalla Mattei Digital Communication. Post your vision #mediaguru