Baidu Eye, realtà aumentata tra Google e Star Trek

Baidu Eye, il progetto del colosso cinese alternativo ai Google Glass, visto da Kaiser Kuo, ospite il 30 maggio a Milano.

In ballo c’è la ricerca e sviluppo nelle tecnologie di nuova generazione (in particolare riconoscimento vocale e visivo). E non la competizione con Google. A chiarirlo è stato proprio Kaiser Kuo, direttore della comunicazione internazionale di Baidu, dopo che online si era diffusa la notizia che anche il colosso cinese stesse lavorando su occhiali di realtà aumentata, molto simili a Google Glass.

863939-google-glass-in-history

Qui e di seguito, una serie di fotomontaggi di The Verge.com con i Google Glass addosso ai personaggi più not della storia

Kuo ha confermato l’esistenza dei Baidu Eye (e l’autenticità della foto che aveva iniziato a circolare online), ma anche specificato che si tratta di un “progetto interno, ancora in fase di test (…) basato sulla ricerca visiva attraverso immagini e voce. Si tratta di cose viste già nella fantascienza, ma ora stanno diventando realtà”.

Kuo ha poi aggiunto che “non siamo nemmeno certi che li lanceremo sul mercato“. Soprattutto quest’ultimo dettaglio ha fatto ricredere quanti pensavano che Baidu stesse lavorando a una versione low-cost degli occhiali, per metterli in competizione con i Google Glass. Il colosso di Big G pensa infatti di lanciare la versione consumer entro la fine dell’anno. Il prezzo dovrebbe essere 1500 dollari, considerato davvero molto alto da diversi osservatori.

che_guevara_glass

                                                                                                   Credits: The Verge.com

L’annuncio dei Baidu Eye ha subito riaperto il dibattito sull’autenticità del progetto cinese. Il tutto secondo il solito schema narrativo: la Silicon Valley innova, la Cina copia. In realtà, la questione è molto più complessa e coinvolge diversi temi di natura politica, economica e culturale. Ma forse la migliore risposta sul tema è proprio quella arrivata da Kaiser Kuo di fronte alle domande della testata Quartz:

“Chiamatela come volete, ma sono sicuro che non si tratta una semplice copia. E poi non è che Google è stato il primo a tirare fuori un progetto di occhiali con un schermo, così come Motorola non è stata la prima a utilizzare l’idea di un telefono che puoi aprire e parlarci. L’avevamo già visto su Star Trek“.

google_glass_story-660x388Credits: Wired.com

About Nicola Bruno