Bookmark! Tre libri da non perdere

Questa settimana Bookmark! si concentra su tre saggi destinati senza dubbio a far discutere. Tra questi c'è anche "Who owns the future" di Jaron Lanier, guru passato da MtMG nel 2006.

#Libri

Questa settimana Bookmark! si concentra su alcuni libri da poco usciti in inglese. Si tratta di tre saggi su Internet molto diversi tra loro, ma anche accomunati da una sottile linea rossa, come scrive The Economist: tutti e tre offrono un’analisi, ora critica ora ottimista, di come il mondo digitale sta cambiando il potere.

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#Lanier

Cominciamo da “Who owns the future“, ultima fatica di Jaron Lanier, uno dei primi guru ospitati da MtMG nel 2006 (qui la lecture integrale). Come il precedente “Tu non sei un gadget” anche questa volta Lanier prende di mira una delle ideologie fondamentali di Internet, quella secondo cui tutte i contenuti online debbano per forza essere gratuiti. In questo modo, però, ricorda Lanier, si fa solo il gioco delle grandi corporation hi-tech che hanno costruito i loro imperi proprio sulle informazioni personali condivise dagli utenti.
A Lanier piacerebbe, invece, un’Internet in grado di retribuire i lavori di qualità: una rete più democratica, insomma, in cui il potere non si trova solo nella mani dei potenti intermediari (Google, Facebook &Co), ma degli stesi autori. Perché questa rete diventi realtà bisognerebbe però stimolare un sistema di micro-pagamenti decentrati… ma la cosa non è così facile come riconosce lo stesso Lanier.

Qui un video (molto lungo) in cui Lanier presenta il suo libro a Londra

#Morozov

Prende sempre di mira i colossi hi-tech lo studioso bielorusso Evgeny Morozov. Dopo il successo del suo ultimo “L’ingenuità della rete” (in cui smontava abilmente la portata democratica delle tecnologie 2.0 – di fatto utilizzate anche dai regimi autoritari per sostenere il proprio potere), ora Morozov critica il cosiddetto “soluzionismo tecnologico” dei colossi californiani. I bersagli del suo ultimo saggio “To Save Everything Click Here: The Folly of Technological Solutionism” sono proprio le grandi corporation della Silicon Valley che pensano di risolvere qualsiasi problema (dalla censura alla fame nel mondo) con il solo uso di Internet e dei dati. Sulla scorta di tanti riferimenti teorici e a un’ampia bibliografia, Morozov attacca questo Internet-centrismo ingenuo che ha finito con il contagiare anche il mondo della politica e dell’economia.

Morozov presenta il suo nuovo libro

#Schimdt

E’ invece sospeso tra apologia del mondo digitale e timori di una balcanizzazione di Internet “The New Digital Age: Reshaping the Future of People, Nations and Business” di Eric Schmidt, Executive Chairman di Google, e Jared Cohen, enfant-prodige della Casa Bianca (dove ha introdotto i social media già nell’era Bush) e ora direttore di Google Ideas.
Schimdt e Cohen descrivono da una parte un futuro in cui l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e i robot saranno destinati a rendere le nostre vite migliori. Dall’altra parte, però, si dimostrano anche preoccupati per gli interventi governativi in materia digitale, che potrebbero portare a una sfera online meno libera e partecipativa. Insomma, un saggio importante, anche perché come sottolinea anche The Economist, “sposta il dibattito da argomenti triviali (come l’utilità delle app di dating) verso questioni più importanti come il rapporto tra tecnologia e potere”.

Ecco una sintesi visiva del saggio

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