<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Meet the Media Guru &#187; Geert Lovink</title>
	<atom:link href="http://www.meetthemediaguru.org/category/geert-lovink/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.meetthemediaguru.org</link>
	<description>Incontri con personalità della cultura digitale</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 12:36:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>La lecture di Geert Lovink</title>
		<link>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-la-lecture/</link>
		<comments>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-la-lecture/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 07:38:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Meet the Media Guru</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Geert Lovink]]></category>
		<category><![CDATA[connected society]]></category>
		<category><![CDATA[geert lovink]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[lecture]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.meetthemediaguru.org/?p=7049</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
<!-- Artiss Code Embed v2.0.2 | http://www.artiss.co.uk/code-embed -->
<script type="text/javascript" src="http://meetthemediaguru-4me.weebo.it/static/player/scripts/embedscript-min.js"></script>
  <div id="jLjiQo" style="width:640px; height:480px"></div>
  <script>//<![CDATA[
  var params={volume :100,
autoPlay :false,
hideFSButton :false,
bufferTime :1};
  embedVideo("http://meetthemediaguru-view.4me.it/api/xcontents/resources/delivery/getContentDetail?clientId=meetthemediaguru&xpublisherId=2e5c7f1c-69b2-4abb-9f58-c996469bd4eb","jLjiQo",params, ["UA-23603234-38"]);
  //]]&gt;</script>
<!-- End of Artiss Code Embed code -->
</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-la-lecture/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Guru finale: una festa critica</title>
		<link>http://www.meetthemediaguru.org/il-guru-finale-una-festa-critica/</link>
		<comments>http://www.meetthemediaguru.org/il-guru-finale-una-festa-critica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 09:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Meet the Media Guru</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Geert Lovink]]></category>
		<category><![CDATA[geert lovink]]></category>
		<category><![CDATA[mainstream]]></category>
		<category><![CDATA[mediattivismo]]></category>
		<category><![CDATA[new media]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.meetthemediaguru.org/?p=7009</guid>
		<description><![CDATA[Ieri abbiamo sfidato la partita della nazionale e il concerto di Madonna con l&#8217;ultimo Guru prima della pausa estiva: Geert Lovink. Una serata all&#8217;insegna di riflessioni critiche e provocazioni nei...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri abbiamo sfidato la partita della nazionale e il concerto di Madonna con l&#8217;ultimo Guru prima della pausa estiva: <strong>Geert Lovink</strong>.<br />
Una serata all&#8217;insegna di riflessioni critiche e provocazioni nei confronti di una rete che alcuni vogliono rendere sempre più &#8220;sistema&#8221;, privandola dell&#8217;assoluto grado di libertà che, dai suoi albori, la caratterizza.</p>
<p>Lovink non è solo uno studioso e un teorico, è un <strong>mediattivista</strong>, è stato un pioniere di Internet e del suo uso come strumento critico, di pensiero, di dibattito politico. Ecco perché oggi &#8211; e nel suo ultimo libro <em>Ossessioni Collettive &#8211; Critica dei social media</em> &#8211; controbatte a realtà multinazionali e assolutiste come Facebook, Twitter e gli altri colossi della Silicon Valley.<br />
Un punto di vista europeo, diverso da altri che &#8211; nel corso dell&#8217;anno &#8211; abbiamo ospitato, un punto di vista che porta con sé, dentro di sé, la radice del <strong>pessimismo europeo</strong>: quella che scatena la protesta, che accende le riflessioni e cerca le alternative allo &#8220;star system&#8221; dei social network.</p>
<p>La rete è così libera, è così composta da nodi, che il decentramento e la distribuzione del potere e dell&#8217;informazione sono quasi un obbligo. E quindi <strong>perché rinchiuderci volontariamente solo nelle piattaforme mainstream?</strong> Quanto altro è possibile in questo luogo senza confini di pensiero?<br />
Tra tutto il mainstream,<strong> Lovink salva Wikipedia</strong> e alla domanda proposta dalla chat, se «contribuisce a Wikipiedia», ha risposto di avere un account e di dare sempre ai suoi studenti il compito di scrivere una voce encicopledica per poi presentarla in aula. <strong>Il dibattito è stato acceso</strong> e ha scatenato reazioni opposte: gli ottimisti della rete da una parte, i romantici combattivi dall&#8217;altra.</p>
<p>Una cosa però è certa: nonostante gli Europei di calcio, l&#8217;ultimo appuntamento di Meet the Media Guru prima dell&#8217;estate è stato acceso, appassionato e intenso. In rete e in sala un grande livello di attenzione e di partecipazione: pubblici che conoscevano Lovink e il suo percorso, pubblici che non lo conoscevano, pubblici che non condividevano il suo pensiero.<br />
Tutti insieme con tanto di brindisi finale per salutare il giardino della <strong><a title="Mediateca Santa Teresa - Biblioteca multimediale interattiva" href="http://www.mediabrera.it/index/" target="_blank">Mediateca Santa Teresa</a></strong> che anche quest&#8217;anno ha accolto le nostre &#8220;bombe creative&#8221; e le riflessioni sulla cultura digitale work in progress.</p>
<p><strong>Ci vediamo a novembre, con Manuel Castells</strong>, quando, chissà, l&#8217;era web 2.0 sarà forse definitivamente finita e avrà lasciato il passo alla web semantica&#8230;</p>
<p>Grazie a tutti i Guristi per la presenza, la costanza e l&#8217;affetto! Potete ripercorrere qui lo <a title="Storify Geert Lovink" href="http://storify.com/mmguru/live-coverage-geert-lovink-a-mmguru-mmglovink" target="_blank">Storify</a> della serata, curato da Nicola Bruno di Effecinque.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.meetthemediaguru.org/il-guru-finale-una-festa-critica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Streaming Social Map per Geert Lovink: partecipi anche tu?</title>
		<link>http://www.meetthemediaguru.org/streaming-social-map-per-geert-lovink-partecipi-anche-tu/</link>
		<comments>http://www.meetthemediaguru.org/streaming-social-map-per-geert-lovink-partecipi-anche-tu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 09:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Meet the Media Guru</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Geert Lovink]]></category>
		<category><![CDATA[geert lovink]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
		<category><![CDATA[streaming social map]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.meetthemediaguru.org/?p=6941</guid>
		<description><![CDATA[Anche per questo ultimo Meet the Media Guru, prima dell&#8217;estate, saremo &#8220;ovunque&#8221;. In Mediateca, per chi vuole venire a seguire l&#8217;evento dal vivo, tra auditorium e caffetteria. In diretta streaming...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche per questo ultimo <em>Meet the Media Guru</em>, prima dell&#8217;estate, saremo &#8220;ovunque&#8221;. In<a title="Mediateca Santa Teresa" href="http://www.mediabrera.it/index/" target="_blank"> Mediateca</a>, per chi vuole venire a seguire l&#8217;evento dal vivo, tra auditorium e caffetteria. In <strong>diretta streaming</strong> per tutti coloro che non sono a Milano o non potranno esserci. E anche per coloro che vorranno guardare la partita dell&#8217;Italia e che, allo scadere dei 90&#8242;, vorranno <em>switchare</em> sul sito <a title="Meet the Media Guru" href="www.meetthemediaguru.org" target="_blank"><em>www.meetthemediaguru.org</em></a> o sul <a title="Rai 5" href="http://www.rai5.rai.it" target="_blank">sito di Rai 5</a>.</p>
<p>Come per gli altri appuntamenti, racconteremo la presenza di chi è in rete attraverso la <strong>Streaming Social Map</strong>, la mappa virtuale che verrà proiettata in sala con i nomi e le provenienze del pubblico connesso con noi. Quindi siete invitati a comunicarci da quale città parteciperete.</p>
<p>Sarà possibile intervenire in quella che si prevede essere una discussione molto accesa su media, social media e teorie critiche della rete. Come? Attraverso la <strong>chat presente sulla stessa pagina dello streaming</strong> e attraverso Twitter, hashtag <strong><em>#MMGLovink</em></strong>.</p>
<p>Vi aspettiamo, nonostante l&#8217;Italia e il concerto di Madonna a Milano, per Geert Lovink e vi lasciamo con una domanda dell&#8217;autore: «Qual è il &#8220;Vero Io&#8221; in una società dove milioni di persone puntano a essere unici, eppure sono spinti da desideri identici?».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.meetthemediaguru.org/streaming-social-map-per-geert-lovink-partecipi-anche-tu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Geert Lovink: l&#8217;Io in Rete</title>
		<link>http://www.meetthemediaguru.org/6927/</link>
		<comments>http://www.meetthemediaguru.org/6927/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 13:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Meet the Media Guru</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Geert Lovink]]></category>
		<category><![CDATA[anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[geert lovink]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[new media]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.meetthemediaguru.org/?p=6927</guid>
		<description><![CDATA[Un ultimo contributo di approfondimento prima dell&#8217;incontro di domani con Geert Lovink. La poetica dell’anonimato come via di affermazione e non di fuga Una graffiante analisi controcorrente quella di Geert...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un ultimo contributo di approfondimento prima dell&#8217;incontro di domani con Geert Lovink.</p>
<blockquote><p><strong>La poetica dell’anonimato come via di affermazione e non di fuga</strong></p>
<p>Una graffiante analisi controcorrente quella di Geert Lovink in <em>Ossessioni collettive. Critica dei social media</em>. Una critica della cultura digitale che spazza via le posizioni alla Nicholas Carr del perché Google ci rende stupidi, alla dittatura del dilettante di Andrew Keen o alla versione “dissidente” di Jaron Lanier che recupera un neo-umanesimo contro l’evoluzione Internet. La questione è seria perché occorre affrontare in modo maturo e competente questo momento particolare di transizione in cui le culture degli stati di connessione ci hanno portato, quella transizione invisibile dell’uso di Internet intesa da Lovink come strumento deputato «alla creazione di &#8220;culture degli utenti&#8221; diffuse e collaborative che iniziano a evidenziare caratteristiche tutte proprie, infondendo così la vita all’interno del mondo tecnologico». Non è possibile continuare in un percorso di moralizzazione dei discorsi sulla Rete, né ricercare terapie di recupero, per questo la visione di Lovink si concentra sulla natura politica ed estetica delle architetture del web, su un pensiero critico che si concentra sulle pratiche culturali e sulle logiche che investono il quotidiano, più che orientarsi al confronto con un panorama mediale passato, come se la mutazione non avesse una natura ecologica.</p>
<p>È in tal senso che dobbiamo abbandonare le teorie di un Io molteplice, di una virtualità della vita che nasconde dietro alla finzione quella reale: siamo di fronte ad una crescita di disponibilità alla comunicazione dentro una perenne connessione tecnologica che ci costringe ad essere noi stessi dentro i profili di Facebook e LinkedIn, disponibili alla comunicazione delle emozioni e degli affetti o dei percorsi produttivi. Di qui il nostro stato di sovra esposizione: «i nostri profili online appaiono freddi e incompleti se non mettiamo in mostra almeno qualcosa della nostra vita privata. Altrimenti siamo dei robot, membri anonimi della cultura di massa del XX secolo in estinzione». Le teorie sul narcisismo digitale – che spesso sentiamo vagheggiare nella stampa scientifica e nei media <em>mainstream</em> – sono poco utili a chiarire i confini di questa modalità dell’Io che in Rete si stabilizza in una cultura dell’auto-rivelazione. L’iper esposizione di sé è piuttosto frutto di un intreccio tra orientamento pubblico contro l’anonimato e bisogno di auto-promozione, che è la forma che assume la pressione all’auto-realizzazione che la modernità ha prodotto.</p>
<p>Lovink individua una via politico-poetica di contrasto nel recupero dell’anonimato come via di affermazione e non di fuga. In questo senso basta che guardiamo nel nostro passato digitale recente pensando alla guerra degli utenti contro Google+ e la sua policy di cancellazione di profili con nickname o nomi irreali, guerra che va sotto il nome di <a title="Wikipedia - Nymwars" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nymwars" target="_blank">Nymwars</a> (contrazione di <em>pseudonym wars</em>) e che ha generato un dibattito pubblico che ha fatto della policy una cartina di tornasole del rapporto tra vita online e logiche di mercato, tra identità ed esperienza. L’anonimato online ha a che fare indubbiamente con le forme dell’identità che gli individui assumono ma è un tema che va oltre la dimensione personale. Non è solo una diffrazione del sé ma un principio culturale che, da subito, si connette alla libertà di residenza digitale e di propagazione dell’informazione.</p>
<p>Il valore della “trasparenza assoluta” – sintomo di democraticità e condivisione pubblica dei dati – rischia di trasformarsi in predisposizione ad un controllo generalizzato, di bloccare dietro la tracciabilità di un profilo il dissenso legittimo. Anche la cultura Anonymous, con tutte le contraddizioni che può comportare, diventa una pratica che inietta disfunzionalità in quel meccanismo di trasparenza cui ci siamo assuefatti.</p>
<p>Per questo Lovink arriva a dire che «l’anonimato come esercizio ludico potrebbe rivelarsi una delusione necessaria che ci salva dall’idea del vero io, sostenuto da Facebook come l’unica opzione a nostra disposizione». In fondo anche il proliferare dei profili fake di politici, brand e personaggi famosi sui social network va in questa direzione, rovesciando il problema dell’assoluta visibilità dell’identità online in chiave poetico-politica. I sistemi consolidati di potere e dell’intrattenimento così come quelli della produzione e del consumo, tentano infatti sempre più di fare convergere le logiche e i linguaggi digitali in modo funzionale alla propria stabilità, riportandoli dentro i meccanismi del marketing e della comunicazione novecenteschi che si rivolgono a pubblici, cittadini e consumatori come oggetti della comunicazione. L’orizzontalità del web 2.0 diventa così un’ennesima strategia da integrare nelle campagne di comunicazione e pubblicità tradizionali per allargare i contatti con le masse.</p>
<p>La costruzione di soggettività fittizie che si inseriscono nel flusso delle timeline o nelle conversazioni online portando iniezioni di banalità e quotidianità (quando un sindaco si inserisce commentando il tempo o la cucina, quando un ministro tweetta una proposta surreale, ecc.) squarciano il velo dell’esposizione dell’identità reale come stato naturale, obbligando ad una visione critica rispetto ai contenuti che incontriamo online e ad un’attitudine alla <em>curation</em> dei flussi, anche in chiave collettiva e condivisa. In pratica vale la pena di seguire più da vicino le pratiche che emergono online e nel web sociale, stando nelle cose e non criticandole da fuori, e così cogliere la poetica dell’anonimato come via di affermazione e non di fuga.</p></blockquote>
<p>Il contributo è di <strong>Giovanni Boccia Artieri</strong>, professore Università degli Studi di Urbino &#8220;Carlo Bo&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.meetthemediaguru.org/6927/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Geert Lovink: cresce il dibattito in rete</title>
		<link>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-il-dibattito-in-rete-continua/</link>
		<comments>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-il-dibattito-in-rete-continua/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 14:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Meet the Media Guru</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Geert Lovink]]></category>
		<category><![CDATA[connected society]]></category>
		<category><![CDATA[geert lovink]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[new media]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.meetthemediaguru.org/?p=6910</guid>
		<description><![CDATA[Il 14 giugno si avvicina. Proseguono sul nostro blog le riflessioni attorno ai temi e alle teorie di Geert Lovink. Internet ha già cambiato il mondo ma ora è il...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 giugno si avvicina. Proseguono sul nostro blog le riflessioni attorno ai temi e alle teorie di Geert Lovink.</p>
<blockquote><p><strong>Internet ha già cambiato il mondo ma ora è il mondo che cambia Internet</strong></p>
<p>Facebook dilaga e «colonizza il tempo reale», come suggerisce Geert Lovink nel suo saggio <em>Ossessioni collettive. Critica dei social media</em>. Ma è un errore sovrapporre l&#8217;onda tracimante di Facebook con l&#8217;idea (e la pratica) di social network. Ne è sicuramente l&#8217;espressione più impattante (perché più pervasiva) ma il fenomeno è molto più articolato e rappresenta una straordinaria opportunità di comunicazione sostanziale, basata cioè su partecipazione e condivisione.</p>
<p>Il punto semmai è individuare le forme e le qualità di questa partecipazione, operando nel merito di un’opportunità che comunque libera energia sociale creativa. Sarebbe un errore tirare il freno a mano dello sviluppo partecipativo del web solo perché induce un&#8217;inerzia psichica nei più sprovveduti che non vanno oltre il “Mi Piace”, delegando agli automatismi del sistema.</p>
<p>Lovink non cade nell&#8217;errore di tecno-scettici come Nicholas Carr, che nel 2008 lanciò su <em>The Atlantic </em> la provocazione di «Google ci rende stupidi?». Lovink infatti non asseconda la teoria pessimista per cui il multitasking produce deficit cognitivi, pur se riconosce un problema e lo analizza in un capitolo che titola con lucidità <em>La psicopatologia del sovraccarico d&#8217;informazione</em>.</p>
<p>Come affrontare il problema, visto che comunque esiste un overload informativo che induce disorientamento?</p>
<p>Una prima risposta è nell&#8217;uscire dal mero consumo d&#8217;informazione per riequilibrare il flusso di comunicazione sulla base della reciprocità: si tratta di creare nell&#8217;infosfera quelle dinamiche che rivelano reale interazione sociale, producendo un&#8217;informazione che rappresenti il valore di comunità di pratica condivisa, in via direttamente proporzionale a ciò che si fa, agendo nei territori, ad esempio.</p>
<p>Un altro aspetto riguarda il fatto di connettere tutte queste pratiche nei social media a quelle culture digitali che negli anni Novanta hanno disseminato i principi attivi di una sensibilità alternativa alle logiche obsolete dei mass media.</p>
<p>Lo stesso Lovink le evoca, attraverso le teorie di Sherry Turkle, l&#8217;antropologa del cyberspazio, che già nel 1995 in <em>La vita sullo schermo</em> parlava di «molteplicità delle identità» o di Howard Rheingold che prima in <em>Comunità Virtuali</em> (1994) e poi in <em>Smart Mob</em> (2003) rivelava la profonda mutazione culturale e politica innescata tramite i nuovi media.</p>
<p>Tutta questa innovazione di processo ha una sua storia, arriva dagli anni Settanta con le BBS  (Bulletin Board System, apripista della telematica di base) per evolversi poi in newsgroup,  forum e  blog. Ma è con i Meetup (nel 2004 con l’allora potenziale candidato democratico alla Presidenza USA, Howard Dean) che si registra il salto di qualità, quello che ha poi permesso al blog di Grillo di conquistare nel 2005 una posizione di assoluto rilievo nel web italiano (e non solo) grazie alle decine  e decine di Meetup disseminati in tutte le regioni. Un reticolo di forum che hanno saputo esprimere al meglio la potenzialità interattiva coniugandola con una sostanziale connettività sociale possibile. Si capì allora (quando Facebook non si vedeva ancora all&#8217;orizzonte) che un social network può essere una reale piattaforma di auto-organizzazione, funzionale sia alla politica sia alle soluzioni quotidiane (si pensi allo sviluppo dei gruppi d&#8217;acquisto e al sostegno alle filiere corte).</p>
<p>In questo senso è importante rilanciare la questione dell&#8217;uso sociale delle reti, senza farsi irretire dallo sguardo distaccato di una sorta di aristocrazia hacker che tende a liquidare tutto per acquiescenza al mainstream. Anche Lovink s&#8217;attesta nell&#8217;equilibrio di un pensiero critico dei media che tende a riconoscere il fatto che il web «si avvicina sempre più alla complessità e alla confusione dell&#8217;attuale contesto sociale».</p>
<p>È da qui che si deve impostare una strategia politica e poetica delle reti per interpretare la Società dell’Informazione per ciò che può diventare: il nuovo spazio pubblico, quello di una polis fatta dai contenuti prodotti dall’azione di quanti vivono e usano la rete come possibile palestra di partecipazione.</p>
<p>L’evoluzione del social networking rifonda quindi il concetto d’informazione: non più solo prodotta dagli specialisti (giornalisti e autori) bensì dagli utenti dei sistemi informativi che, attraverso l’approccio interattivo, esprimono il loro diritto-dovere di cittadinanza nella società che cambia.</p>
<p>L’utente delle reti può trovare il modo per portare con sé, dentro la rete globale, la dimensione locale della propria soggettività e la particolarità della propria comunità, per dare forma alla coscienza dinamica di una res publica sempre più fondata sulle pari opportunità d&#8217;accesso alle risorse informative. Per fare dell&#8217;informazione un bene comune.</p></blockquote>
<p>Il contributo è di <strong>Carlo Infante</strong>, co-fondatore degli <em>Stati Generali dell&#8217;Innovazione</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-il-dibattito-in-rete-continua/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Geert Lovink: si è aperto il dibattito</title>
		<link>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-si-e-aperto-il-dibattito/</link>
		<comments>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-si-e-aperto-il-dibattito/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 15:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Meet the Media Guru</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Geert Lovink]]></category>
		<category><![CDATA[cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[geert lovink]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[new media]]></category>
		<category><![CDATA[social innovation]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.meetthemediaguru.org/?p=6899</guid>
		<description><![CDATA[In attesa di incontrare Geert Lovink, il 14 giugno in Mediateca, proponiamo alcune riflessioni che traggono spunto dai suoi studi, per allargare il dibattito attorno ai contenuti delle sue ricerche....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di incontrare Geert Lovink, il 14 giugno in Mediateca, proponiamo alcune riflessioni che traggono spunto dai suoi studi, per allargare il dibattito attorno ai contenuti delle sue ricerche.</p>
<blockquote><p><strong>Reti organizzate per il cambiamento sociale</strong></p>
<p>Oggi la rivoluzione non passa per Twitter, così come appena ieri non occupava più la prima serata TV. Fatto assodato, grazie alle riflessioni meno grossolane (o pilotate) all’indomani della <em>Primavera Araba</em> – che però non deve (e non può) farci liquidare in un attimo le strategie di media-attivismo che pure hanno valenze dirompenti. Tutto sta nel rimanere &#8220;aperti a possibilità radicalmente diverse&#8221;, dando uno scopo all’attivismo dell’era 2.0 tramite le reti organizzate.</p>
<p>Ce lo ricorda Geert Lovink quando, nel suo <em>Ossessioni collettive. Critica dei social media</em>, delinea il quadro della commistione obbligata per incidere concretamente sull’odierno ambito culturale e politico: «Le reti organizzate sono nuove forme istituzionali di collaborazione che sorgono una volta giunto a compimento il processo di digitalizzazione e informatizzazione, la cui area di analisi si concentra sulla tensione, potenzialmente produttiva, esistente tra decentralizzazione e istituzionalizzazione».</p>
<p>In altri termini, se il formato <em>networking</em> va rapidamente diventando l’espressione de facto del sociale, come insinuarsi nelle trame del quotidiano sviluppando alternative altrettanto concrete giorno dopo giorno? Possono venirci in aiuto esempi come quello della cultura radiofonica, assai attiva in Olanda fin dai primi ‘70 sull’onda del movimento degli squatter, poi rimbalzata nelle &#8220;emittenti pirata&#8221; al largo delle coste inglesi e fattesi globali, con qualche rigurgito anche in Italia (quel breve e copioso rifiorire seguito alla liberalizzazione dell’etere sancita dalla Corte Costituzionale nel 1976). L’impatto di simili esperimenti a tutto campo oggi si incarna nelle &#8220;radio bivacco&#8221;, avvitate nel dialogo e nella cacofonia continui, dove lo streaming live senza filtri o interruzioni diventa strumento chiave per «dare visibilità agli ambienti intimi che poi trasmettono al mondo».</p>
<p>Nulla a che fare con le web-radio a la Pandora o con i podcast, per intenderci, quanto piuttosto il dito indicatore verso prove sul campo di pratiche inattese – come quelli casuali che hanno portato a collegare un <em>modem</em> al PC per dar vita alle prime BBS sul finire dello stesso decennio irripetibile dei ‘70 – investigando a fondo possibilità quale l’uso di Skype come micro-radio da molti a molti, grazie a una un rete di corrispondenti sparsi nel mondo che ‘trasmettono’ su un canale d’ascolto gratuito per chiunque voglia contribuirvi.</p>
<p>Il punto, insomma, rimane quello di insinuarsi nei punti di frattura di certe combinazioni tecnologiche e culturali. Con l’intento consapevole di voler fare prove sul campo, senza rete ma ben in rete, per «sperimentare ulteriormente con le nuove forme istituzionali emergenti dall’attuale fase di sviluppo di internet nel momento in cui i social media maturano e raggiungono il loro massimo potenziale».</p>
<p>Certo, occorrono forte motivazioni alle spalle. Bisogna insistere con l’integrazione perenne tra media, format e coinvolgimento. Pur tra movimenti sociali aleatori e la facilità dello slacktivism, esistono (qui e ora) possibilità radicalmente diverse quando teniamo mente che ogni tecnologia nasconde un ampio spettro vuoto da riscoprire. E le reti organizzate, collaborative e orizzontali per natura, divengono cardine per esprimere questa tensione potenzialmente produttiva, a cavallo tra l’iperlocale e il globale.</p></blockquote>
<p>Il contributo è di <strong>Bernardo Parrella</strong>, giornalista.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-si-e-aperto-il-dibattito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Geert Lovink 14/06/2012 &#8211; Mediateca Santa Teresa</title>
		<link>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-2012/</link>
		<comments>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 09:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Meet the Media Guru</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Geert Lovink]]></category>
		<category><![CDATA[connected society]]></category>
		<category><![CDATA[geert lovink]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[media activism]]></category>
		<category><![CDATA[media tattici]]></category>
		<category><![CDATA[mediateca santa teresa]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[tecnopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.meetthemediaguru.org/?p=6714</guid>
		<description><![CDATA[#mmgLovink Geert Lovink, olandese, è uno dei maggiori studiosi contemporanei di nuovi media e rete. È Associate Professor all&#8217;Università di Amsterdam e Professor di Media Theory alla European Graduate School,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>#mmgLovink</strong></p>
<p><a title="Wikipedia - Geert Lovink" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geert_Lovink" target="_blank">Geert Lovink</a>, olandese, è uno dei maggiori studiosi contemporanei di nuovi media e rete. È Associate Professor all&#8217;Università di Amsterdam e Professor di Media Theory alla European Graduate School, in Svizzera. È fondatore e direttore dell&#8217;Institute of Network Cultures ed autore di numerosi libri e saggi sulle culture di rete: tra questi si ricordano <em>Dark Fiber</em> (2002),<em> My First Recession</em> (2003) e <em>Zero comments</em> (2007).<br />
Nell&#8217;aprile 2012 è uscito in Italia, edito da <a title="EGEA" href="http://www.egeaonline.it/editore/" target="_blank">EGEA</a>, il <strong>suo ultimo libro <a title="EGEA - OSSESSIONI COLLETTIVE: GEERT LOVINK IN ITALIA" href="http://www.egeaonline.it/editore/evento.aspx?ID=9658" target="_blank"><em>Ossessioni Collettive. Critica dei social media</em></a></strong>, in cui l&#8217;autore indaga le forme ormai compiute che ha assunto il web 2.0 puntando l&#8217;attenzione sulle pratiche quotidiane degli utenti.</p>
<p><strong>Lovink studia e sviluppa teorie sui linguaggi dei media sin dagli anni &#8217;80</strong>. Negli anni 1989-1994 è stato editore di Mediamatic, rivista di arte, cultura e new media, ha insegnato e viaggiato attraverso l&#8217;Europa, portando avanti un percorso di ricerca innovativo che guarda alla rete, alla net economy, alle culture digitali con un approccio interessato e, al contempo, critico.</p>
<p>Una delle sue definizioni più note è quella di &#8220;media tattici&#8221;, con cui lo studioso ha inteso l&#8217;uso non convenzionale e flessibile dei media da cui partono e si sviluppano le contronarrazioni dal basso dei fatti sociali.  Questa teoria e il dibattito che ne è seguito su Nettime &#8211; la mailing list che Lovink ha creato nel 1995 con Pit Schultz &#8211; sono alla base delle successive teorie sul <em>Mediattivismo</em>.<br />
Oggi, in piena epoca social, Lovink spinge in questa direzione i suoi studi, analizzando criticamente motori di ricerca, video online, blog, radio digitale, tecnopolitica, identità e informazione in rete.</p>
<p><em>Meet the Media Guru</em> ha invitato a Milano Geert Lovink in collaborazione con Egea e il Consolato Generale dei Paesi Bassi a Milano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Geert Lovink 16/03/2006</title>
		<link>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-16-3-2006/</link>
		<comments>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-16-3-2006/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2006 13:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Meet the Media Guru</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Geert Lovink]]></category>
		<category><![CDATA[adilkno foundation]]></category>
		<category><![CDATA[comunità virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[geert lovink]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[mediamatic.net]]></category>
		<category><![CDATA[net.art]]></category>
		<category><![CDATA[nettime]]></category>
		<category><![CDATA[teorico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.meetthemediaguru.org/guru/?p=21</guid>
		<description><![CDATA[Geert Lovink (Amsterdam, 1959), studioso olandese teorico delle comunità virtuali, è autore di Dark Fiber (Luca Sossella Editore, 2002) e di Internet non è il Paradiso (Apogeo, 2004). È la prima volta che...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Geert Lovink</strong> (Amsterdam, 1959), studioso olandese teorico delle comunità virtuali, è autore di <em>Dark Fiber</em> (Luca Sossella Editore, 2002) e di <em>Internet non è il Paradiso</em> (Apogeo, 2004). È la prima volta che partecipa a un incontro in Italia.</p>
<p>Da anni Geert Lovink è uno dei maggiori analisti dei territori in cui la rete Internet incontra l&#8217;economia, la politica, l&#8217;azione sociale, l&#8217;arte. Un&#8217;intensa attività di saggista e di organizzatore di incontri internazionali ne ha fatto uno dei promotori della pratica della cultura innovativa di Rete e della net.art, <strong>creando già nel 1995 la mailing list <a title="nettime mailing lists" href="http://www.nettime.org/" target="_blank"><em>nettime</em></a></strong> ormai ampiamente riconosciuta come uno dei forum principali per la discussione e l&#8217;analisi della Rete e delle sue possibilità.</p>
<p style="text-align: left;">Tra i fondatori dell&#8217;<a title="The Foundation for the Advancement of Illegal Knowledge" href="http://thing.desk.nl/bilwet/adilkno/TheMediaArchive/" target="_blank">Adilkno Foundation</a> (Foundation for the Advancement of Illegal Knowledge), editore di <a title="Mediamatic.net" href="http://www.mediamatic.net/" target="_blank">Mediamatic</a>, animatore e organizzatore del progetto Digital City di Amsterdam, Geert Lovink è un personaggio difficilmente inquadrabile nei canoni dell&#8217;intellettuale classico che passa agevolmente dall&#8217;ambiente accademico a quello controculturale, al limite, ma sicuramente non al margine, sia dell&#8217;uno che dell&#8217;altro ambiente.</p>
<p style="text-align: left;">I suoi libri sono stati pubblicati in Italia dopo il 2000, l&#8217;anno del <em>dotcom crash</em>, evento che mise la parola fine alla strombazzata età dell&#8217;oro della new economy targata Internet. Il tramonto dell&#8217;euforia utopistica dei primi tempi, il fatto che Internet sia entrata nella quotidianità di un numero sempre crescente di persone, l&#8217;avanzare dei tentativi di privatizzazione e blindatura della Rete da parte di stati e corporation in nome della sicurezza, sono elementi altrettanto importanti che dipingono un paesaggio profondamente diverso: da strumento straordinario, quasi esoterico destinato a pochi, Internet è diventato un mezzo pubblico utilizzato da un numero enorme di persone, con tutto ciò che ne consegue: «Internet non è più una cosa nuova. L&#8217;email sta diventando parte della vita quotidiana, come è successo con la televisione, l&#8217;aspirapolvere e il frigorifero».</p>
<p style="text-align: left;"><em>Link di approfondimento:</em></p>
<ul>
<li>intervista indipendent media center (05/01/2003) - <a title="INTERVISTA a Geert Lovink: Italy imc" href="http://italy.indymedia.org/news/2003/01/146355.php" target="_blank">http://italy.indymedia.org/news/2003/01/146355.php</a></li>
<li>pagina personale Festival of Tactical Media (next 5 minutes) &#8211; <a title="next five minutes - Geert Lovink" href="http://www.next5minutes.org/viewperson.jsp?personid=1241" target="_blank">http://www.next5minutes.org/viewperson.jsp?personid=1241</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.meetthemediaguru.org/geert-lovink-16-3-2006/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
