Da Harvard alla Valle Camonica, siamo tutti “curatori”

Da Curarium, nuovo progetto lanciato dal prossimo guru in arrivo Jeffrey Schnapp, a Multimedia Land, due giorni organizzata dal Distretto Culturale della Valle Camonica, la cura del patrimonio culturale diventa sempre più uno sforzo collettivo.

“Curated by the crowd”. E’ questo il claim di Curarium, l’ultimo progetto promosso da metaLAB, il laboratorio dell’Università di Harvard fondato dal prossimo “guru” in arrivo Jeffrey Schnapp (sarà a Pisa l’11 Ottobre all’interno dell’Internet Festival).

curarium-logo-framesheet

Il metaLAB fa parte del Berkman Center for Internet and Society e si occupa dell’impatto delle tecnologie digitali sull’arte e le scienze umane. Proprio di recente Schnapp ha pubblicato il saggio “Digital Humanities“, che costituisce una delle migliori letture per comprendere come stanno evolvendo i processi di produzione e accesso al patrimonio culturale. Nel momento in cui gli “utenti” hanno gli strumenti per diventare parte attiva del processo conoscitivo, l’innovazione passa sempre di più da nuove pratiche sociali e  comunità informali che trovano nel networking un  fattore abilitante. E questo l’ha spiegato bene anche Geoff Mulgan durante il suo intervento a MtMG sulla social innovation (qui la lecture integrale).

digital_humanities

Tutto ciò sta succedendo già da tempo in ambito scientifico. Siti come Zooniverse permettono a chiunque sia appassionato di galassie, così come di cicloni, genetica o anche papiri, di prendere parte a importanti progetti di ricerca su grande scala. Il tutto al di là dell’età e delle effettive lauree che si hanno in tasca. Come dimostra il numero di volontari di Zooniverse (oltre 860.000) tutti possiamo essere “curatori”.

zooniverse

E proprio far crescere le occasioni di collaborazione online intorno a collezioni artistiche, letterarie o scientifiche è lo scopo di Curarium. Una piattaforma che, scrive Schnapp,

Vuole fornire agli utenti (crowd) gli strumenti per annotare, curare e aumentare le opere all’interno e oltre le rispettive collezioni, con lo scopo di dare vita a storie multimediali condivisibili.

Ecco la presentazione che è stata fatta di recente a Harvard.

Questi processi partecipativi stanno anche al centro di Multimedia Land, la due giorni organizzata dal Distretto Culturale della Valle Camonica. Durante il prossimo weekend si parlerà di “Open archeology” (un tema, questo, sui cui riflette da tempo anche il metaLAB di Schnapp), ma anche di come valorizzare l’arte rupestre attraverso la partecipazione attiva di cittadini/turisti. Proprio per incentivare questi processi partecipativi, è stato lanciato il Premio “Trova il tuo segno“.

Tema del premio è “La Valle dei Segni”, declinata nelle sue sfaccettature culturali, turistiche ed enogastronomiche. Si richiede una modalità di racconto creativa e interpretativa, ma comunque coerente con la filosofia e lo stile del Distretto Culturale.
Dal patrimonio Unesco delle Incisioni Rupestri ai nuovi progetti di comunicazione, dall’artigianato ai paesaggi naturali: ogni partecipante potrà scegliere soggetti e angolazioni differenti, che abbiano però in comune l’attenzione per la cultura e la salvaguardia del territorio.

Insomma, ormai tutti possiamo essere “curatori” del nostro patrimonio culturale. Online, ma anche offline. Nelle università, così come nelle valli.

About Nicola Bruno