Da Mulgan a Ghosh: sviluppi di Social Innovation

Si può innovare il settore sanitario? Tamar Ghosh di Nesta propone Longitude Prize, un interessante caso di Social e Open Innovation.

Già nel 2013 in occasione dell’incontro Meet the Media Guru con Geoff Mulgan ci eravamo scontrati con la difficoltà di tracciare una definizione del termine Social Innovation. Tuttavia, quella che meglio supera i confini territoriale e disciplinari è proposta dallo stesso Mulgan e dai suoi collaboratori in Social Innovation. What it is, why it matters and how it can be accelerated

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All’interno di questa definizione rientrano centinaia di esperienze, collegate tra loro dalla spinta al cambiamento che permette di sperimentare e riflettere sui processi innovativi.

La nozione di social innovation ci immerge nel campo dei bisogni sociali alla ricerca di strategie per far fronte alle necessità percepite come indispensabili per la sopravvivenza: scuola, salute, governo, risorse. Ciò che affascina nello speech di Geoff Mulgan, riportato anche nel libro “Social Innovation“, pubblicato da Egea all’interno della collana A tu per tu con la cultura digitale, è la concretezza con cui si innalzano metafore e inviti al cambiamento. Geoff parla di api e locuste, orsi crudeli e compassionevoli lasciando nelle nostre mani il potere di scegliere e innovare.

Tuttavia le metafore sono solo la prima spinta, addentrandoci nel sito di Nesta troviamo molti progetti concreti. Tra tutti ci ha colpito Longitude Prize, un premio appena lanciato e incentrato su temi del settore medico affrontati da una community di esperti per trovare una soluzione economica e facilmente attuabile.

Anche in questo caso torna l’immagine della barca. Se Mulgan si ispirava al battello a vapore che traina il veliero del quadro di Turner, Longitude Prize prende il nome dalla sfida che nel 1714 aveva coinvolto scienziati, astronomi e naviganti alla ricerca di un metodo per calcolare la longitudine. Forse non tutti sanno che per risolvere quel dilemma il governo inglese stanziò il Longitude Act, che offriva un compenso di 20.000 sterline a fosse in grado di trovare una soluzione. Questo è uno dei primi esempi di Open Innovation per ottenere dal basso soluzioni alle problematiche quotidiane.

Tamar Ghosh, lead del Longitude Prize a Nesta, vanta una lunga nell’ambito salute, benessere e innovazione. Prima di iniziare la collaborazione con Nesta ha diretto due imprese sociali nel settore sanitario e si è dedicata allo sviluppo e applicazione di strategie per ONG internazionali.

Il suo maggiore impegno, che si riflette anche in Longitude Prize, consiste nel provocare un cambiamento nei modelli tradizionali, puntando a rendere il sistema sanitario inclusivo, coinvolgendo la società negli argomenti più importanti e aprendosi all’innovazione che la comunità può suggerire.

“Le nuove tecnologie aiutano i pazienti a capire meglio i loro corpi e la loro salute. Piattaforme peer to peer, il miglioramento delle interfacce cliniche hanno cambiato il modo in cui i dati sono sviluppati e usati. Oggi possiamo monitorare alcuni aspetti della nostra salute con le App rimettendo il potere di mantenerci in salute nelle nostre mani. La social innovation ha incoraggiato una maggior democratizzazione nel settore sanitario di cui l’industria farmaceutica è una parte fondamentale.”

Tamar Ghosh sarà a Milano, il 26 novembre all’interno del convegno 5 azioni dedicato proprio ai temi dell’healthcare.

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