Democracy & Privacy. Se ne parla a #FutureWays

Alla Special Edition si parla di democrazia e privacy nei prossimi 10 anni. La corruzione vista da Lessig e Agrafioti presenta HeartID che unisce dati personali e biometrica medica

Nel 2009, ospite di Meet the Media Guru, Lawrence Lessig aveva parlato di governance, trasparenza e partecipazione. Agli albori dell’era Obama, il fondatore dello Stanford Center for Internet and Society e di Creative Commons aveva ben chiaro che la democrazia più potente del mondo (e con lei, molte altre) stava vivendo un momento di cambiamento chiave. A originarlo, l’esplosione dei social media e più in generale del web come canali di informazione e comunicazione politica. Non si sbagliava. 

Oggi, con il presidente alla fine del secondo mandato alla Casa Bianca, Lessig torna da noi come ospite della Special Edition Future Ways of Living (giovedì 11 giugno ore 19) e prova a immaginare che aspetto avrà la democrazia fra 10 anni.

Per delineare come sarà la politica nel 2025 non abbiamo la palla di vetro, ma c’è un argomento che Lessig usa per delineare quel che succede oggi e ipotizzare le conseguenze sul domani. Secondo l’avvocato e guru statunitense quel tema è la corruzione.

Guardando alla vecchia Europa, movimenti quali Cinque Stelle o a Podemos – da sempre utilizzatori forti della rete – sono attivissimi su argomenti quali lo sperpero di denaro pubblico, il controllo dei fondi privati destinati ai partiti, il lobbying di corporation e élite d’opinione da cui ottengono un vasto consenso, anche elettorale. Se poi ci mettiamo i crescenti casi di leaking e whistleblowing di carattere politico ed economico, parrebbe che mai come oggi l’opinione pubblica voglia pochi segreti, zero mazzette e tanta trasparenza. Figurarsi fra dieci anni, no?

C’è un però. Ad esplicitarlo ci pensa lo stesso Lessig in un intervento sulla democrazia a stelle e strisce organizzato dal portale Quartz: «Quando le preferenze dell’elite economiche e le posizioni di gruppi di interesse organizzati sono controllati,  le preferenze dell’americano medio hanno un impatto statistico vicino allo zero sulle politiche pubbliche». In modo meno elegante potremmo dire che i voti contano meno dei soldi. Se la politica USA è particolarmente avvezza a “assorbire” le pressioni di generosi finanziatori, non si può dire che nel resto del mondo l’agone politico rifugga il vil denaro.

Attenzione, se un politico riceve legalmente un’elargizione da un simpatizzante non vuol dire sia corrotto. Il punto sollevato da Lessig è un altro: quanto il sostegno concesso da una lobby (o da una fondazione) a un politico influenza la sua azione in veste di decisore pubblico? E poi, la rete saprà farsi vero strumento politico in termini di trasparenza e partecipazione? 

Nel corso della Special Edition, il temi della democrazia va di pari passo con la privacy. Entrambi hanno a che fare con la sfera pubblica e quella personale, ammesso che siano distinguibili o che se lo sono, lo restino a lungo. Corriamo a tutta velocità verso la morte del segreto, ci spiegherà l’Expert Advisor Giovanni Ziccardi, professore di Informatica giuridica alla Statale: se può non dispiacerci se i segreti sono quelli dei politici, non la pensiamo allo stesso modo quando si tratta dei nostri. Nei prossimi 10 anni potremmo passare dall’Habeas Corpus all’Habeas Data, scriveva qualche mese fa il direttore di Wired, Massimo Russo riferendosi all’invasività dei Big Data e alla necessità di strumenti a tutela della riservatezza personale.

«In un’era nella quale i computer capiscono chi siamo, cosa ci piace, quanto camminiamo o dormiamo, l’elemento che ci rende davvero umani è come ci sentiamo». A scriverlo è Foteini Agrafioti, ingegnere della sicurezza biometrica e personale, che sarà ospite della Special Edition (giovedì 11 giugno ore 18) e sa di cosa parla.  È l’inventrice di HeartID, un dispositivo in grado di autenticare l’identità degli utenti sulla base di un elettrocardiogramma. Della serie, dimmi come batte il tuo cuore e ti dirò chi sei.

HeartID

L’interfaccia di HeartID

Una tecnologia medica che, da qui al 2025, potrebbe trovare altra applicazione anche sul versante sicurezza e rendere impossibile il furto di identità e dati sensibili. Dalla democrazia al cuore, la strada non è poi così lunga.

 

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