Fisica sociale e Big Data. Alex Pentland a Milano

E' possibile costruire una teoria matematica sulla vita sociale delle persone? Il data scientist di MIT è convinto di sì. Il 17 marzo in Bocconi ci spiegherà come

Tabulati telefonici, estratti conto della carta di credito, tracciati GPS, ogni tipo di acquisti on line, abbonamenti e carte fedeltà. Sono i Big Data, informazioni di prima mano sulla nostra vita: dicono chi chiamiamo più spesso, come e quanto spendiamo, dove andiamo in vacanza, che gadget abbiamo a casa o di quali serie tv siamo appassionati. Lo rivelano in modo incontrovertibile, verrebbe da dire scientifico.

Analizzando questa mole enorme di informazioni si può prevedere il comportamento di una persona o di un gruppo di persone? Secondo Alex Pentland, fra i più noti data scientist del mondo, la risposta è sì.

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Giovedì 17 marzo alle 19 ne parlerà nel corso di un incontro organizzato dall’Università Bocconi (via Sarfatti 25 – Aula Manfredini) in collaborazione con Egea e Meet the Media Guru, a partire dal suo ultimo libro. Per partecipare, occorre iscriversi a diffusione.egea@unibocconi.it.

Già direttore del MIT Media Lab, oggi a capo dell’MIT Connection Science and Human Dynamics Lab, Pentland è il principale teorico della (moderna) fisica sociale «che ci aiuta a comprendere come le idee passano da un individuo all’altro tramite il meccanismo dell’apprendimento sociale» come si legge in Fisica Sociale. Come si propagano le buone idee (Egea, 2015, pagg. 288, 22 euro), il suo ultimo libro tradotto in italiano.

Al Connection Science and Human Dynamics Lab, Pentland e il suo team osserva come l’esposizione a nuove idee o situazioni produca nuovi comportamenti. E lo faccia in modo matematico. Che succeda in piccoli gruppi, aziende e in grandi città, il centro nevralgico della fisica sociale restano le reti umane e l’incentivo garantito dal riconoscimento della propria comunità.

Costruire una «teoria matematica sulla vita sociale degli essere umani» come la definisce lo scienziato statunitense, non è una passeggiata priva di insidie. Pentland non dimentica la questione della privacy. I dati raccolti per le ricerche dell’MIT sono stati forniti in maniera volontaria, ma il rischio di un uso commerciale non autorizzato di informazioni sensabili è possibile, anzi è (spesso) già realtà. Negli ultimi cinque anni lo stesso Pentland ha lavorato alla costruzione di una serie di norme legali e una cornice tecnologica adeguata a garantire privacy e sicurezza.

Davvero i Big Data ci consentiranno di progettare in modo ingegneristico una società migliore? Quali sono le case histories di successo? Che rischi si aprono davanti a noi? Se ne parla giovedì 17 marzo in Bocconi. Meglio non mancare, noi di Meet the Media Guru ci saremo.

 

 

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