#FutureWays: ecco com’è andato il Guru Day 1

Ripercorriamo insieme pensieri, visioni e idee del primo giorno #FutureWays. Dalla lecture di Luigi Ferrara agli interventi di Lawrence Lessig e Don Norman. Al robottino Nao

Puntuale alle 15.30 di giovedì 11 il timer della Special Edition Future Ways of living è scattato.  La Mediateca Santa Teresa ha iniziato a riempirsi per una giornata popolata da 10 guru internazionali. A loro è “toccato” il compito di disegnare il futuro, una missione da sognatori realisti, come hanno più volte sottolineato nel corso dei talk. E il primo Guru Day è stato un successo con un flusso continuo di visitatori, il nostro hashtag #FutureWays presto diventato trending topic su Twitter e collegamenti in streaming da tutto il mondo.

Lo start lo ha dato ovviamente un’emozionata Maria Grazia Mattei, “mamma” di Meet the Media Guru, che ha scelto di festeggiare il decennale della sua creatura con un’edizione speciale tutta dedicata agli stili di vita dei prossimi 10 anni realizzata insieme all’Institute without Boundaries di Toronto, con il supporto dell’official partner Fastweb, dei partner Artemide, Fondazione Fiera Milano, Camera di Commercio Milano, Comune di Milano, Città di Toronto e con il sostegno del Consolato Generale dei Paesi Bassi a Milano.

La carrellata di scenari che è passata davanti agli occhi di chi era in sala – e dei tanti che si sono connessi in streaming dall’Italia e da altri paesi del mondo – ha avuto come focus l’evoluzione tecnologica. Ad aprire il talk-time è stato Luigi Ferrara, Dean dell’Institute without Boundaries ed esperto di Collaborative Design, un nuovo modello di progettazione che porta l’utente al centro della fase creativa, eliminando la standardizzazione a favore dei bisogni singoli.

Anche Carlo Ratti, Direttore dell’M.I.T Senseable City Laboratory, ha focalizzato l’attenzione dell’audience sul futuro del design con tecnologie capaci di aumentare il  potenziale di fruizione di progetti e idee urbanistiche, portando l’architettura ad un livello nuovo finora sconosciuto.

Un altro scenario che mixa la progettazione con un settore che tocca proprio tutti lo ha disegnato Thomas Sutton, Direttore Creativo di frog ed esperto di Healthcare Design: nel futuro, le macchine per la sanità andranno a facilitare il compito dei malati cronici rendendoli al contempo autonomi e costantemente seguiti.

Una sterzata verso il coté economico del nostro futuro lo ha offerto Patricia de Vries, Coordinatore del MoneyLab Project dell’Institute of Network Cultures di Amsterdam. Secondo lei, le criptomonete possono diventare un’opzione praticabile e diffusa da qui a dieci anni, ma è necessario un fattore, sostanziale, la fiducia degli utenti rispetto all’algoritmo che regola le monete virtuali.

Dopo il focus sull’economia, il primo giorno di Guru Days si è concentrato su sicurezza personale e privacy con il talk di Foteini Agrafioti, Chief Innovation Officer di Architech, che da tempo lavora sulla biometrica applicata alle emozioni. La sua ricerca punta verso macchine capaci di rilevare i nostri sentimenti, anticipando dunque i nostri bisogni. Ma fino a che punto questa “consapevolezza” mina la riservatezza di dati sensibilissimi quali le emozioni? Sta a noi deciderlo.

È Lawrence Lessig, Fondatore di CreativeCommons e dello Stanford Center for Internet e Society, a mettere sul piatto della Special Edition il tema della politica. Che sarà la democrazia nel 2025? Quale grado di interconnessione esisterà fra imprenditori e politici? Quanto l’opinione pubblica saprà vigilare su legami oscuri e pericolosi?

Dopo una breve pausa nel bel giardino della Mediateca con l’aperitivo multietnico offerto dal Tempio d’Oro, la prima giornata della Special Edition è ripartita con la lecture di Don Norman che ha invitato tutti a riflettere sul senso del design nel 21mo secolo, uno strumento che risponda ai nostri bisogni da utenti consapevoli.

don norman

A seguire abbiamo ascoltato Karan Singh,Professore di Computer Science all’Università di Toronto, che ha presentato un’ipotesi di futuro della navigazione in rete. Il suo nome? JanusVr, una piattaforma immersiva per navigare dentro a siti che diventano stanze sotto ai nostri occhi.

Ultimo, ma solo in ordine di apparizione, a raccontare i suoi prossimi dieci anni è stato Emanuele Micheli, Vice Presidente della Scuola di Robotica di Genova, che assieme ai simpaticissimi robottini Nao ha raccontato perché le macchine siano uno strumento potentissimo di apprendimento anche per giovani con disabilità. Decisivo, secondo lui, l’apporto etico del loro utilizzo perché macchina e uomo possono interagire, implementarsi a vicenda, ma le loro intelligenze non vanno mai confuse.

Emanuele Micheli con i due robot Nao

Emanuele Micheli con i due robot Nao

Dopo l’abbuffata di futuro del primo giorno, siamo pronti per il secondo e ultimo Guru Day. A parlare saranno Derrick de Kerckhove, Mark Rolston, Freddy Paul Grunet, Giuliana Bruno, Keiichi Matsuda, Paola Antonelli, Luc Courchesne e Marcus Wendt.
Se non vi siete ancora registrati, fatelo ora qui e ricordate, è possibile partecipare a una sola lecture o a tutti gli incontri.

Vi aspettiamo in Mediateca per condividere le nostre #FutureWays.

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