LASSETER – MIYAZAKI :: AFFINITÁ ELETTIVE TRA ORIENTE E OCCIDENTE


Questa immagine tratta dal film Toy Story 3 di John Lasseter esprime più di tante parole il rapporto di stima reciproca e amicizia personale che intercorre tra il maestro dell’animazione americana e il maestro dell’animazione giapponese: Hayao Miyazaki, regista e disegnatore di Nausicaa, Porco Rosso e altri film indimenticabili.
Vediamo, sul fondo del fotogramma, il simbolo dello Studio Ghibli di Miyazaki, quella strana e splendida creatura magica che è Totoro e due mondi, che potrebbero sembrare lontanissimi, si uniscono sul filo etereo dell’arte.
In realtà questi mondi dell’animazione non sono così distanti sebbene così diverse siano le tecniche con cui sono realizzate le opere dello Studio Ghibli e quelle della Pixar: l’animazione in computer graphic e quella tradizionale. Si tratta, appunto, solo di tecnica e il legame tra questi due creatori di sogni è sottile e profondo e tra i loro film ci sono “correspondences” in senso baudleairiano e vere e proprie affinità elettive.
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Questo disegno, dipinto a mano, ci mostra di nuovo Totoro in compagnia di due creature Pixar, personaggi di Monster & co., lungometraggio del 2001 diretto da Peter Docter. Quello che meraviglia di questa immagine è vedere i due mostriciattoli “digitali” venire rappresentati con una tecnica pittorica che li accomuna allo strano animale di Miyazaki. Non si tratta solo di una somiglianza suggerita dallo stile con cui sono disegnati ma è proprio lo stile che ne dimostra la vicinanza, l’appartenenza ad uno stesso mondo dell’immaginario popolato da esseri indimenticabili perché ideati con ingegno e amore.
Questo è il Museo Ghibli, nei pressi di Mitaka, un borgo boscoso non lontano da Tokyo. Il museo venne aperto nel 2001 per volontà di Miyazaki e vi vengono esposte opere inerenti alla produzione dello studio, tra cui una gigantesca statua del robot di Laputa e il treno-gatto di Totoro in dimensione reale. Nel 2004 il museo ospitò una mostra dedicata a Pixar, da cui il quadro con i personaggi di Monster & co. deriva.
Queste creaturine abitanti degli alberi tra il fatato e il vegetale, chiamati kodama, compaiono in uno dei capolavori di Miyazaki, La Principessa Mononoke, film epico dallo struggente messaggio ecologico.
E’ l’ecosistema fantastico, inteso nella sua vitalità più prorompente, ad accomunare Ghibli e Pixar. Oggetti animati, animali, esseri magici, piante, fiori e alberi. Nelle opere di entrambe le case di produzione è come se tutto ciò che nella realtà è inerte o senza parola volesse esprimersi, muoversi, comunicare i propri sentimenti. Un po’ come avveniva nei primi film di Walt Disney.
Se si osserva l’immagine seguente, tratta da Up, non è così difficile immaginare i kodama guardare i personaggi del film Pixar dai rami di quel grande albero sullo sfondo.
La natura che emana dalle due opere avvicina i suoi abitanti.
Up è il film più miyazakiano della Pixar, secondo alcune dichiarazioni di Lasseter, perché condivide con le opere dello Studio Ghibli la dilatazione del tempo di narrazione, la stasi narrativa che solo dopo l’emozione diventa azione. Inoltre va considerata la profondità del messaggio contenuto in Up, un film che affronta la tematica della vecchiaia cara anche a Miyazaki che l’ha raccontata in maniera sublime nel suo Il Castello Errante di Howl.
Tags: 2011, animazione, cinema, Mostra PIXAR Milano









[...] più profondi, filosofici e complessi. Non è un caso che secondo gli autori sia il loro film più miyazakiano. Non solo perché si svolge nei cieli, l’ambiente più amato dal maestro di Porco Rosso, di [...]
[...] più profondi, filosofici e complessi. Non è un caso che secondo gli autori sia il loro film più miyazakiano. Non solo perché si svolge nei cieli, l’ambiente più amato dal maestro di Porco Rosso, di [...]