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DERRICK DE KERCKHOVE: “MI PRESENTO. SONO UN PROFESSORE…”

E “Guru” -- nella lingua di Malesia e Tailandia -- altro non vuol dire se non Professore!

E che Professore, potremmo aggiungere. Chi, infatti, potrebbe maggiormente meritare il titolo di Guru se non Derrick de Kerckhove?

Prima di essere lui stesso un “guru”, Derrick de Kerckhove è stato un allievo il cui maestro rispondeva al nome di Marshall McLuhan. Ed è tutto dire.

A Meet the Media Guru Derrick racconterà l’ultima -- o, meglio, la più recente -- avventura dell’uomo: l’esplorazione della terza fase dell’elettricità, quella fase cognitiva, immersiva, tattile, per comprendere la quale Derrick sostiene sia necessario partire dal “punto di essere”, l’equivalente nell’era digitale del punto di vista del Rinascimento.

Laddove nel Rinascimento era il senso della vista a guidare l’evolversi delle arti, dell’economia, della società, oggi tocca al tatto prenderne il posto e rispondere alle sollecitazioni di un’elettricità pervasiva e sempre più -- appunto -- tangibile.

Di questo, dell’ispirazione tratta dall’insegnamento di McLuhan, e di molto altro parlerà Derrick de Kerckhove in un appuntamento che è già imperdibile.

Nell’attesa, date un’occhiata al saluto introduttivo che Derrick ci ha inviato:

DERRICK DE KERCKHOVE :: ALLE RADICI DEL NUOVO

Tecnologie, noosfera, fase cognitiva dell’evoluzione.

Derrick de Kerckhove è una conoscenza di lunga data di Meet the Media Guru. Da moltissimo tempo desideravamo coinvolgerlo per avere il polso dell’evoluzione dei media e perché ci raccontasse gli sviluppi più recenti del suo lavoro.

Il 21 maggio, finalmente, Derrick sarà con noi per un particolarissimo Meet the Media Guru “alla carriera”.

Il più importante erede di Marshall McLuhan traccerà un excursus storico attraverso le diverse fasi dell’evoluzione tecnologica, analizzerà le principali tappe di questa storia e anticiperà i prossimi sviluppi.

Primo fra gli studiosi ad aprire alle neuroscienze e all’analisi dei media digitali, ormai da moltissimi anni Derrick è uno degli studiosi più accreditati e uno dei protagonisti assoluti della ricerca sull’evoluzione delle nuove tecnologie.

Con Derrick, Meet the Media Guru esplorerà le radici del nuovo attraverso il racconto di chi è da sempre al centro dei cambiamenti tecnologici. Cambiamenti che stanno rendendo reale quella “noosfera” teorizzata nel 1926 da Vladimir Vernadsky e Pierre Teilhard de Chardin e di cui parla anche Edgar Morin nel suo lavoro: una sorta di coscienza collettiva dell’uomo che scaturisce dall’interazione fra le menti umane organizzate in reti sociali complesse che consentono alla noosfera di acquisire sempre maggiore consapevolezza.

La noosfera – dimostrerà de Kerckhove -- si sta realizzando sotto i nostri occhi in modi che de Chardin stesso non aveva previsto ma che Marshall McLuhan aveva invece descritto con esattezza.

Oggi siamo al centro di un enorme cambiamento cognitivo che è il risultato della “elettrificazione” del linguaggio.

Grazie all’elettricità il linguaggio avvolge oggi i nostri corpi, che vivono immersi in esso come in una piscina. Le tecnologie del mobile (cellulari e altri dispositivi sempre più personali) anticipano la terza fase dell’era dell’elettricità.

La prima è stata la fase analogica e ha dato all’uomo il calore, la luce e l’energia; la seconda è stata la fase digitale che ha cambiato l’elettricità in linguaggio; la fase attuale è più profondamente cognitiva poiché dà al contenuto una capacità, sin qui inedita, di diffusione e risposta immediati.

E, in Twitter -- ci racconterà tra le altre cose de Kerckhove -- possiamo individuare l’alfiere di questa nuova fase: un sistema nervoso pulsante in grado di collegare istantaneamente ognuno di noi con chiunque altro.

E il bello deve ancora venire.

Per iscriversi: www.meetthemediaguru.org

DERRICK DE KERCKHOVE :: 21:05:2010 :: MEDIATECA SANTA TERESA

Derrick de Kerckhove, nato in Belgio nel 1944 e naturalizzato canadese, considerato l’erede intellettuale di Marshall McLuhan, di cui è stato assistente del 1972 al 1980, è direttore del Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia dell’Università di Toronto. Con lui le tradizionali impostazioni della cosiddetta “Toronto Communication School” si aprono alle neuroscienze e all’analisi dei media digitali. I suoi concetti di “brainframes” e di “intelligenza connettiva” sono al centro del dibattito contemporaneo sulla cultura, sull’arte, sulle imprese. Ordinario alla University of Toronto in Canada e all’Università Federico Secondo di Napoli, è anche titolare della ricerca in Educazione e Tecnologia presso la Biblioteca del Congresso di Washington, e supervisor del Programma di Ricerca PhD Planetary-Collegium/M-Node a MIlano. Fra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo La Civilizzazione videocristiana (1990), Brainframes: Tecnologia, Mente e Business (1991), La Pelle della Cultura (1995), Connected Intelligence; The Arrival of the Web Society (1997), The Architecture of Intelligence (2001), La Conquista del Tempo (2002), Dall’Alfabeto a Internet (2008). Attualmente sta lavorando al nuovo libro -- L’Era del Tag -- in uscita entro l’anno.

SOCIAL INNOVATION: CERVELLI IN RETE PER RITA

Quando le luci si abbassano nella sala del Tempio di Adriano e Rita Levi Montalcini appare sullo schermo per porgere il suo saluto ai convenuti, un’onda di emozione percorre il pubblico di BrainForum 2010 The Brain Revolution, il convegno internazionale sulle nuove frontiere della ricerca sul cervello, organizzato a Roma il 23 aprile 2010 per onorare i 101 anni della Prof. Montalcini. Nella postazione sopraelevata dove sono allestite la regia e la redazione on line, il delicato volto del Premio Nobel e le sue forti parole si moltiplicano sui display e arrivano in videostreaming alle centinaia di persone in 60 università, centri di ricerca e di cura, associazioni, che in tutto il mondo stanno seguendo l’evento in diretta, grazie al format comunicativo realizzato da Meet the Media Guru. La chat room si anima di messaggi di auguri e anche dagli oltre 600 fans di BrainForum su Facebook partono pensieri di affetto.

Nel corso della giornata, mentre i relatori illustrano gli emozionanti risultati del loro lavoro di neuroscienziati, si concretizza il pensiero di Edgar Morin che ha ispirato questa straordinaria esperienza di comunicazione: la complessità della rete come cervello collettivo, fatto di connessioni tra milioni di persone in tutto il pianeta. Qualcosa di potente che va oltre la tecnologia e trasforma l’approccio alla conoscenza di sé, degli altri, della realtà. E permette di superare imprevisti come ad esempio il blocco del traffico aereo dovuto all’eruzione del vulcano islandese, che ha impedito ad alcuni relatori e partecipanti di essere fisicamente a Roma: Ed Boyden dal MIT di Boston non ha difficoltà a collegarsi, a gestire a distanza le sue slides e a rispondere alle domande del pubblico. Monica Mameli Engvall, ricercatrice sarda che fa la spola con la Svezia, la prima iscritta a BrainForum da Facebook, pur a malincuore può partecipare alla discussione da Stoccolma.

Alla fine, saranno più di 1.500 le conversazioni in chat, dalle quali la redazione estrae decine di domande ai relatori; alcune di queste ricevono risposta immediata, le altre saranno soddisfatte in seguito, dando continuità a un percorso di confronto collettivo che intende andare oltre il tradizionale convegno. Inoltre, tutti gli interventi sono disponibli sul sito di BrainForum, sarà così possibile estendere nel tempo e tra il pubblico la comprensione di quanto sta avvenendo nel campo delle neuroscienze. Una vera rivoluzione: dagli esperimenti sulla robotica e l’intelligenza artificiale alle tecniche di visualizzazione del cervello, che permettono di vedere come funziona la parte più importante – e ancora la meno conosciuta – di noi stessi; dagli sviluppi della scoperta fondamentale di Rita Levi Montalcini, il Nerve Growth Factor, ai nuovi criteri diagnostici e alle terapie per la cura delle malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson, sempre più diffuse nel mondo. Un panorama ricco di novità che riguardano la vita di tutti ma che spesso sono confinate nel mondo e nel linguaggio degli addetti ai lavori.

Quanto può fare la rete per divulgare queste conoscenze e far crescere nuova sensibilità scientifica, nuova consapevolezza di quel che si può e si deve fare con la ricerca, l’innovazione, la tecnologia? Stiamo sottoutilizzando la rete (proprio come il nostro cervello!) e ancora non ci rendiamo conto di quante opportunità offre a chi sa coglierle. Sperimentando, inventando nuove vie di incontro e di dialogo, siamo sulla buona strada. Una strada fatta di strumenti ma anche e soprattutto di menti. Stay tuned!

MOEED AHMAD : LO SPEECH

Ecco l’intervento di Moeed Amhad, lunedì 26 aprile, a Palazzo Giureconsulti, in occasione del workshop “Il contributo delle nuove tecnologie all’evoluzione dell’industria della comunicazione. Il caso Al Jazeera”, organizzato da Promos -- Camera di Commercio, in collaborazione con Regione Lombardia, Creative Commons e Meet the Media Guru.

Le riprese sono state effettuate da c6.tv

I parte:

II parte: