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VERSO ROGER MALINA/2 :: JANINE RANDERSON

Oltre ad Andrea Polli (di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa), tra i climate-artist più apprezzati da Roger Malina, c’è senza dubbio Janine Randerson, artista multimediale della Nuova Zelanda che spesso lavora a stretto contatto con scienziati ed esperti di clima. Filo conduttore dei suoi lavori è infatti sempre il cambiamento climatico e le conseguenze sul pianeta.

In “Remote Senses” (installazione del 2007) ha estratto i dati di alcuni satelliti statunitensi e cinesi per poi proiettare le visualizzazioni meteorologiche. Come spiega Malina, la sua abilità sta nel “saper tradurre le informazioni di larga scala in significati locali”.

Di recente Randerson ha partecipato all’esposizione itinerante “RETHINK INFORMATION“. La sua installazione si chiama “CASCADE“. Un mash-up di immagini e suoni estratti da software geografici, biosonar di animali e video condivisi dagli utenti online.

Come spiegano i curatori della mostra “CASCADE suggerisce la necessità di trasformare il nostro modo di pensare per evitare che la catena degli eventi porti alla scomparsa delle specie viventi sul pianeta. CASCADE è una metafora liquida. Si riferisce a una successione di impatti ecologici, in cui ogni stadio dipende dal precedente”. Ecco il video dell’installazione:

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Credits foto: Martin Ravn/Rethink Climate

VERSO ROGER MALINA/1 :: ANDREA POLLI

Da sempre Roger Malina porta avanti un percorso di avvicinamento al sapere scientifico che passa attraverso l’arte, linguaggio in grado di “rendere la scienza più intima, sensuale, intuitiva”.

La sua attenzione si è focalizzata su tutti quegli artisti contemporanei che usano la tecnologia come mezzo espressivo. Non si tratta tanto di impressionare e divertire le elite colte, dice Malina -- ma di innescare un cambiamento culturale che coinvolga tutta la società.

“Controllare i cambiamenti climatici, abbandonare la dipendenza dal petrolio per l’energia, creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile: tutto ciò richiede un profondo cambiamento culturale, simile a quello compiuto dai nostri antenati molti anni fa quando sono passati da una società agricola ad una urbana”. E’ per questo che, secondo Malina, “il lavoro degli artisti nel promuovere la collaborazione tra arte/scienza e tecnologia fa parte del KIT DI SOPRAVVIVENZA PER L’UMANITA’”.

Malina individua una serie di “CLIMATE ARTIST” che ci aiutano a costruire un nuovo immaginario culturale. Oggi vi presentiamo Andrea Polli.

Con “Heat and the Heartbeat” ha trasformato in suoni i cambiamenti nella temperatura di New York. La sua installazione sonora può essere ascoltata QUI.

Sotto, invece, il video di un lavoro più recente di Andrea Polli: 90 Degrees South, che documenta un suo viaggio in Antartide. Oltre alle immagini, anche qui sono i suoni a tradurre i cambiamenti climatici.

Nei prossimi giorni vi presenteremo i lavori di altri “climate artist” apprezzati da Malina.

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Credits foto: Andrea Polli by Trebor Scholz/Flikr

RON DEMBO :: THE WORLD NEEDS ZEROFOOTPRINT

||||| Il clip di ZeroFootprint

RON DEMBO :: 18 : 9 : 2008

Ron Dembo | Zerofootprint. Green social network | 18 : 9 : 2008 |

Ron Dembo e’ il fondatore e CEO di Zerofootprint™, l’organizzazione canadese non profit che, tramite la Rete, il social networking e i software dedicati, si pone l’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di CO2
nel mondo e di informare e sensibilizzare organizzazioni e individui sui temi del riscaldamento globale.

Ron Dembo unisce le alte competenze informatiche a quelle matematiche e di management e proviene dal mondo della gestione del rischio, avendo fondato Algorithmics Inc. e avendola condotta a essere la piu’ grande impresa di software di controllo del rischio nel mondo.

E’ autore di Everything You Wanted to Know About Offsetting But Were Afraid to Ask con Clive Davidson (2007);

Upside Downside: Simple Rules of Risk Management for the Smart Investor con David Stoffman [ 2006 ];

Seeing tomorrow: Rewriting the Rules of Risk con Andrew Freedman [ 1998 ] e di numerosi articoli e papers.

Zerofootprint si rivolge alle grandi organizzazioni, come le citta’, le scuole, le universita’, le imprese multinazionali e le comunita’ internazionali, fornendo loro le infrastrutture per misurare, registrare, aggregare dati e controllare l’impatto individuale e collettivo. E mettendoli in Rete con il mondo.

Zerofootprint.net riunisce l’iniziativa combinata delle organizzazioni e degli individui nella piu’ grande visione onnicomprensiva al mondo delle attivita’ e del commercio verdi e offre diversi prodotti e servizi aderenti alla mission della organizzazione: Enterprise carbon management, Individual carbon management, un portale per ecoprodotti, eventi e news, strumenti per compensare le emissioni di CO2, pubblicazioni, analisi, osservatori, progetti di microcredito, energie alternative e altre iniziative.

Un interessante progetto di educazione e sviluppo e’ dedicato ai bambini: Youth Calculator, una versione delle applicazioni di controllo dell’impatto ambientale sviluppata con esperti dell’educazione, che consente la sensibilizzazione dei piu’ piccoli attraverso il calcolo e il confronto del proprio footprint con i compagni di scuola e con i coetanei di tutto il mondo. Piu’ di un milione di bambini di un centinaio di paesi nel mondo lo sta gia’ utilizzando.

Altra iniziativa che ci piace ricordare e’ quella nata lo scorso anno [ 2007 ] dalla collaborazione di Zerofootprint con un WGBH per sviluppare MeetTheGreens.org, un sito per sensibilizzare i ragazzi sui temi ambientali, ispirato all’opera dell’artista e fotografo Edward Burtynsky, The Greens e sostenuto da National Geographic.

|||||| www.zerofootprint.net