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	<title>&#124;&#124;&#124;&#124;&#124;Meet The Media Guru &#187; creative commons</title>
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	<description>Incontri con personalita&#039; dei nuovi media</description>
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		<title>LA BOTTEGA D&#8217;ARTE PIXAR</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 08:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
				<category><![CDATA[JOHN LASSETER]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[creative commons]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei suoi interventi John Lasseter ama spesso ricordare la creatività e il lavoro artistico che precedono i film della Pixar. Se la computer art rappresenta il medium con cui sono realizzate, le opere della Pixar nascono sempre da ispirazioni e creazioni che prendono forma sulla carta, nel disegno e nella scultura. Il gesto manuale dell&#8217;artista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/PixarPix-300x168.jpg" alt="" width="200" height="130" /><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="420" height="130" /></p>
<p>Nei suoi interventi John Lasseter ama spesso ricordare la creatività e il lavoro artistico che precedono i film della Pixar.<br />
Se la computer art rappresenta il medium con cui sono realizzate, le opere della Pixar nascono sempre da ispirazioni e creazioni che prendono forma sulla carta, nel disegno e nella scultura.<br />
Il gesto manuale dell&#8217;artista non scompare dietro la potenza dei software, non viene sintetizzato dall&#8217;immagine, semmai nell&#8217;immagine sintetica riaffiora.<br />
La cura del dettaglio, la propulsione alla fantasia sono elementi chiave dei processi creativi e della composizione di ogni inquadratura di un film Pixar.<br />
John Lasseter si dice, oggi, contento che si sia scoperto che non è il computer a fare il film, ma è l&#8217;uomo che gioca con le potenzialità illimitate che il digitale offre, superando quel dubbio critico che nei primi tempi dell&#8217;animazione computerizzata gli animatori si ponevano; e si dice contento perché a questa forma di arte contemporanea, a questa &#8216;pittura digitale&#8217; è stato dato oggi un riconoscimento oggettivamente artistico, grazie alla mostra che celebra i 25 anni di storia della Pixar e che sta portando le prospettive e i lavori interni allo Studio in giro per il mondo.</p>
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		<title>VERSO LAWRENCE LIANG :: LE LICENZE OPUS E LA CULTURA DEL REMIX</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MEET THE MEDIA GURU]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
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		<description><![CDATA[Con Lawrence Lessig condivide non solo il nome. Ma anche la passione per le licenze aperte, presupposto necessario per andare oltre la cultura del copyright e aprirsi alle nuove pratiche creative di rete. Già nel 2001 Lawrence Liang si è fatto promotore di un progetto pioneristico di licenze open, forse ancora più radicali di quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="480" height="150" /><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/Opus.jpg" alt="" width="156" height="150" /></p>
<p style="text-align: left;">Con Lawrence Lessig condivide non solo il nome. Ma anche la passione per le licenze aperte, presupposto necessario per andare oltre la cultura del copyright e aprirsi alle nuove pratiche creative di rete.<br />
Già nel 2001 <a href="http://www.meetthemediaguru.org/index.php/category/lawrence-liang/">Lawrence Liang</a> si è fatto promotore di un progetto pioneristico di licenze open, forse ancora più radicali di quelle <a href="http://www.creativecommons.it/">Creative Commons</a> proposte da Lessig. Insieme al <a href="http://www.sarai.net/">centro di ricerca indiano SARAI</a> e al <a href="http://www.raqsmediacollective.net/">Raqs Media Collective</a> di New Dehli, ha partecipato alla creazione della piattaforma collaborativa <a href="http://www.opuscommons.net">OPUS COMMONS</a> (Open Platform for Unlimited Signification).</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Opus è un ambiente in cui ciascun utente è invitato ad essere anche produttore. Puoi vedere e scaricare i materiali, trasformarli e poi condividerli di nuovo sotto il dominio Opus. Ciascun oggetto archiviato, esibito e reso disponibile per la modificazione trasporta con se le informazioni che possono identificare tutte le persone che vi hanno contribuito. Opus non solo facilita la COLLABORAZIONE, ma salvaguarda anche l&#8217;IDENTITA&#8217; degli autori/creatori in ciascun momento dell&#8217;evoluzione di un&#8217;opera&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Opus ha aperto l&#8217;edizione 2002 del festival <a href="http://www.documenta.de/archiv/d11/documenta_orange.html">Documenta 11</a>. E <a href="http://www.meetthemediaguru.org/index.php/05/lev-manovich-20-5-2005/">Lev Manovich</a> (altro guru passato da MTMG)  lo ha accolto con toni entusiasti: &#8220;Uno dei più interessanti progetti new media fin ad ora visti. E&#8217; un sistema sofisticato, sia dal punto di vista teorico che tecnico, per la creazione di un ambiente multi-autore e multi-culturale&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">E in effetti a Liang e al centro Saria va sicuramente il merito di aver mosso i primi, coraggiosi passi per promuovere quella cultura del REMIX e del MASH-UP che negli anni a venire è diventata uno dei tratti principali della creazione artistica online.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ripremix.com/">RIP! A Remix Manifesto</a></p>
<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9oar9glUCL0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/9oar9glUCL0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p style="text-align: left;">nb -- <a href="http://www.totem.to/">www.totem.to</a></p>
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		<title>LAWRENCE LIANG :: 29 : 03 : 2010 :: MEDIATECA SANTA TERESA</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 11:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[LAWRENCE LIANG]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
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		<category><![CDATA[creative commons]]></category>
		<category><![CDATA[economia dello sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Indiano di origini cinesi, Lawrence Liang è un avvocato, studioso e membro fondatore dello Alternative Law Forum di Bangalore, città dove vive. Le sue principali aree di ricerca coprono legge, tecnologia e cultura, con uno specifico focus sulle politiche del diritto d’autore. È noto anche per le campagne legali su temi di interesse pubblico. Ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="480" height="150" /><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/liang_joi.jpg" alt="" width="156" height="150" /></p>
<p style="text-align: left;">Indiano di origini cinesi, Lawrence Liang è un avvocato, studioso e membro fondatore dello Alternative Law Forum di Bangalore, città dove vive.</p>
<p style="text-align: left;">Le sue principali aree di ricerca coprono legge, tecnologia e cultura, con uno specifico focus sulle politiche del diritto d’autore. È noto anche per le campagne legali su temi di interesse pubblico.</p>
<p style="text-align: left;">Ha lavorato a stretto contatto con il Sarai di Nuova Dehli, per un importante progetto di ricerca sulla proprietà intellettuale e la cultura condivisa. Il Sarai è un programma del CSDS (Centre for the Study of Developing Societies), uno dei più noti e prestigiosi istituti di ricerca in India, da sempre al centro dello sviluppo della mappa creativa e intellettuale del continente India.</p>
<p style="text-align: left;">Appassionato seguace del movimento Open Source, Lawrence lavora sulle modalità di traslazione del modello open source in campo culturale.<br />
Sempre in collaborazione con il Saria ha redatto le licenze per OPUS, una piattaforma collaborativa online per artisti e professionisti del media.</p>
<p style="text-align: left;">Per Lawrence Liang il dibattito sul copyright tende a essere dominato dai dettami della legalità e dell’efficienza economica -- in particolare quando si pensa al tema dei pirati informatici, dove assumono particolare rilievo gli aspetti legati al danno e alla perdita di denaro -- perdendo così di vista l’incanto con il quale dovremmo andare incontro al mondo dei testi scritti, delle immagini e del suono.<br />
Liang sostiene infatti che la passione e l’entusiasmo che le persone dimostrano per le immagini o per il suono, il modo in cui ognuno ricorda film, parole o musiche, dovrebbero diventare parametri filosofici di valutazione al di là degli aspetti legali ed economici.</p>
<p style="text-align: left;">I suoi interventi sul dibattito in corso relativamente alla proprietà intellettuale sono diventati un punto di riferimento imprescindibile per moltissimi teorici e professionisti in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: left;">Liang ha scritto numerosi articoli sul copyright, il software libero e le pratiche dei media.<br />
È autore, tra l’altro, di “A Guide to Open Content Licences”.</p>
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		<title>LAWRENCE LESSIG :: LA RETE RESTI LIBERA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 14:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grandissimo successo di pubblico per Lawrence Lessig, sbarcato venerdì alla Mediateca di Santa Teresa appositamente per l’attesissimo incontro di Meet the Media Guru. Un pubblico preparato e trasversale, accomunato dalla fiducia in una rete libera e democratica, che ha voluto ascoltare il massimo esperto in diritto di rete, economista e professore di legge ad Harvard [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Grandissimo successo di pubblico per Lawrence Lessig, sbarcato venerdì alla Mediateca di Santa Teresa appositamente per l’attesissimo incontro di Meet the Media Guru. Un pubblico preparato e trasversale, accomunato dalla fiducia in una rete libera e democratica, che ha voluto ascoltare il massimo esperto in diritto di rete, economista e professore di legge ad Harvard e Stanford, scrittore, fondatore del sistema di copyright Creative Commons, nonchè amico di Obama e consigliere della sua campagna elettorale sul Web.</p>
<p style="text-align: left;">Un successo che conferma Meet the Media Guru come piattaforma per entrare nel vivo dei temi più caldi e dare risposte calate nel dibattito attuale: come la <strong>libertà della rete</strong>, che vede il nostro paese al centro di una serie di proposte orientate a riformare le regole di Internet attraverso azioni di limitazione e controllo che ne contraddicono lo spirito libero e democratico.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Internet si sta rivelando uno strumento straordinario di riforma della democrazia e della politica&#8221;, sostiene il guru americano ideatore di Change-Congress, iniziativa che sfrutta le potenzialità del web per promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alla politica. A patto che resti libero.</p>
<p style="text-align: left;">Partendo dall’analisi della situazione Americana -- dove il binomio politica-denaro ha minato l’autonomia della politica, favorendo la corruzione fino a screditare le istituzioni e creare nei cittadini un meccanismo di sfiducia nei confronti di un sistema governato da lobby economiche e di disimpegno  -- l’economista vede nella rete “un’opportunità straordinaria per affrontare la crisi, innestare un processo di rinnovamento del sistema politico e ripristinare la partecipazione attiva dei cittadini e la conseguente credibilità delle istituzioni e della classe politica”.</p>
<p style="text-align: left;">Free web, partecipazione e fiducia nel cambiamento sono gli ingredienti della ricetta che Lessig propone ai guristi milanesi. A una domanda del pubblico che obietta la maggiore arretratezza del nostro paese in tema di partecipazione e innovazione tecnologica rispetto agli Stati Uniti, Lessig argomenta con una tradizione tutta europea di attivismo informatico e consapevolezza politica: &#8220;Voi avete in Europa un movimento hacker molto politicizzato che blocca le direttive Ue per esempio sui brevetti software, o sull’estensione del copyright fonografico … ci sono movimenti che raccolgono firme su Facebook per salvare Internet dalla censura, intellettuali che si battono per regole condivise. E grazie a Internet, si può creare un network globale di solidarietà attorno a certi grandi temi. Sarà una battaglia, ma da qualche parte bisogna cominciare a partecipare se si vuole salvare la democrazia&#8221;.</p>
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		<title>GRAZIE LAWRENCE!</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 14:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2009]]></category>
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		<category><![CDATA[creative commons]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia partecipata]]></category>

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		<description><![CDATA[Lawrence Lessig ha lasciato il segno ieri in Mediateca .. il suo intervento come ha scritto l&#8217;amico Tacconi è stato interessantissimo, impeccabile, coinvolgente! e alla sua voce se ne sono aggiunte alttre, tante, a partire da ieri sera in ogni direzione via internet e mobile e questa mattina &#8230;ci prendiamo qualche ora per metabolizzare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Meet The Media Guru | Lawrence Lessig by Meet the Media Guru, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/meetthemediaguru/3391274014/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3450/3391274014_c4f1023700.jpg" alt="Meet The Media Guru | Lawrence Lessig" width="640" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Lawrence Lessig ha lasciato il segno ieri in Mediateca .. il suo intervento come ha scritto l&#8217;amico Tacconi è stato interessantissimo, impeccabile, coinvolgente! e alla sua voce se ne sono aggiunte alttre, tante, a partire da ieri sera in ogni direzione via internet e mobile e questa mattina &#8230;ci prendiamo qualche ora per metabolizzare i messaggi che sono arrivati e faremo una sintesi per tutti, così come aspettiamo contributi vostri..per ora ecco i primi articoli freschi di &#8220;stampa&#8221; di Roberto Bonzio per Reuters e Anna Masera di La Stampa.it</p>
<p style="text-align: left;">
<p>Reuters:<a title="Lessig a Milano: Internet libera per una nuova democrazia" href="http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE52R01120090328" target="_blank"> Lessig a Milano: Internet libera per una nuova democrazia</a></p>
<p>La Stampa: <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=837&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">Internet libera per salvare la democrazia dalla corruzione</a></p>
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		<title>LAWRENCE LESSIG :: 27 : 3 : 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 20:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Professore di legge alla Stanford Law School e fondatore dello Stanford Center for Internet and Society, Lessig è considerato uno dei maggiori esperti al mondo in tema di regolamentazione della rete e delle leggi sul copyright. Compagno di università di Obama, ne ha appoggiato attivamente la candidatura, è stato coinvolto nell’elaborazione della piattaforma del neoeletto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="533" height="150" /><img src="http://www.meetthemediaguru.org/images/lawrence.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Professore di legge alla Stanford Law School e fondatore dello Stanford Center for Internet and Society, Lessig è considerato uno dei maggiori esperti al mondo in tema di regolamentazione della rete e delle leggi sul copyright.</p>
<p style="text-align: left;">Compagno di università di Obama, ne ha appoggiato attivamente la candidatura, è stato coinvolto nell’elaborazione della piattaforma del neoeletto presidente in tema di teconologie e internet ed è candidato alla poltrona della Commisione Federale sulle Telecomunicazioni.</p>
<p style="text-align: left;">Figura di grande reputazione accademica è anche uomo di forte impegno civile e di concreta progettualità. E’ stato fondatore e amministratore delegato di Creative Commons e nel 2007 ha lanciato <a href="http://change-congress.org/">Change-Congress.org</a>, iniziativa che intende  promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alla politica. Sfruttando le grandi potenzialità del web, <a href="Change-Congress.org">Change-Congress.org</a> si ripromette di creare una rete capillare che possa determinare l&#8217;agenda politica e monitorare l&#8217;attività dei candidati.</p>
<p style="text-align: left;">A partire dall’estate del 2009, tornerà ad insegnare legge alla Harward law School dove ricoprirà anche il ruolo di direttore del Safran Center for Ethics. In questa veste Lessig avvierà un progetto di ricerca, strutturato su cinque anni, che coinvolgerà esperti di molteplici discipline sul tema dell’etica della politica e della trasparenza delle istituzioni.</p>
<p style="text-align: left;">È fondatore e amministratore delegato di Creative Commons, nonché membro del consiglio direttivo di MAPLight, Free Press, Brave New Film Foundation, Change Congress, The American Academy, Berlin, Freedom House, iCommons.org.<br />
Ha fatto parte del board di Free Software Foundation, Electronic Frontier Foundation, Public Library of Science, Public Knowledge.</p>
<p style="text-align: left;">Scientific American ha incluso Lessig tra i “Top 50 Visionaries” per il suo impegno nel promuovere un’interpretazione del copyright che -- pur salvaguardando la proprietà intellettuale -- non vada a detrimento  dello sviluppo dell’innovazione e del dibattito online.</p>
<p style="text-align: left;">Lessig è autore di Remix (2008), Code v2 (2007), Free Culture (2004), The Future of Ideas (2001)  e Code and Other Laws of Cyberspace (1999).</p>
<p style="text-align: left;">Laureatosi in economia, Lessig ha successivamente ottenuto il master in filosofia a Cambridge e il JD a Yale (l’equivalente del Phd in legge).</p>
<p style="text-align: left">INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI | <a href="http://www.meetthemediaguru.org/guru/index.php/lawrence-lessig-iscriviti/">ISCRIVITI ORA</a></p>
<p><img src="http://www.rez.it/lawrenceFront.jpg" alt="" width="640" height="304" /></p>
<p style="text-align: left;">||||| <a href="http://www.lessig.org">www.lessig.org</a></p>
<p style="text-align: left;">|||||<a href="http://lessig.blip.tv"> lessig.blip.tv</a></p>
<p style="text-align: left;">|||||<a href="http://change-congress.org"> change-congress.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>INTERVISTA A CORY DOCTOROW</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 12:30:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[CORY DOCTOROW]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[creative commons]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;intervista ritratto pubblicata oggi su Chips&#38;Salsa &#124; Il Manifesto &#124;&#124;&#124;&#124;&#124; Scarica l&#8217;intervista [.pdf] Cory Doctorow &#124; Giù le mani dalla città digitale&#8221; &#124; di Gabriele De Palma OpenCola è una bibita unica nel suo genere: la ricetta è liberamente reperibile e modificabile. Chiunque può prepararla e migliorarla a patto di distribuire unitamente al prodotto modificato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">L&#8217;intervista ritratto pubblicata oggi su Chips&amp;Salsa  |  Il Manifesto</p>
<p style="text-align: left;">||||| <a href="http://www.meetthemediaguru.org/totem/CoryDoctorow.pdf">Scarica l&#8217;intervista [.pdf]</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Cory Doctorow  |  Giù le mani dalla città digitale&#8221;  |  di <em>Gabriele De Palma</em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>OpenCola è una bibita unica nel suo genere: la ricetta è liberamente reperibile e modificabile. Chiunque può prepararla e migliorarla a patto di distribuire unitamente al prodotto modificato, la nuova ricetta. OpenCola è una evidente provocazione, un paradossale travestissment, una metafora per illustrare il modello di sviluppo del software open source. Nella fattispecie la Coca &#8220;aperta&#8221; è stata inventata per promuovere l&#8217;omonimo software p2p a codice aperto e rappresenta bene lo spirito di uno dei suoi ideatori, Cory Doctorow, scrittore di fantascienza, blogger, commentatore per prestigiose testate (da Wired a The Guardian) attivista politico che lotta alla frontiera della città digitale in cui bene o male, e spesso poco consapevolmente, viviamo tutti da qualche anno. E conduce la sua battaglia nel nome della condivisione del sapere e della difesa del progresso tecnologico ostacolato dall&#8217;avidità miope di certa industria. Apprezzato da Forbes, bibbia del capitalismo, che recentemente lo ha iscritto per l&#8217;ennesima volta tra le 25 personalità dl web (coloro che hanno saputo trasformare la propria passione in un impero mediatico), come dagli studenti dei college dove tiene corsi e conferenze (lui, mai laureato) sulla libertà digitale.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span id="more-255"></span>Cory parla a una velocità folle, riesce a infervorarsi su tutto e spesso cambia interessi e attività senza abbandonarne nessuno, semplicemente sovrapponendoli. I codici di programmazione hanno lasciato spazio a quelli legali quando, parlando con un avvocato in uno dei suoi frequenti viaggi aerei, realizzò che il sistema a tutela del diritto d&#8217;autore era andato in frantumi. «La conversione a trentamila piedi di altitudine», la chiama. Decise quindi di contribuire alla presa di coscienza collettiva che i formati di compressione digitale e internet avevano cambiato per sempre lo scenario dei contenuti d&#8217;autore e divenne presto responsabile europeo -- lui canadese -- della Electronic Frontier Foundation, ong che tutela i diritti dei cittadini della rete. Condivide in materia di copyright le stesse idee (no a lucchetti elettronici, durata ragionevole della protezione, libertà di condivisione) di altri illustri pensatori della Eff come Ed Felten, Lawrence Lessig e Siva Vaidhyanathan, ma le esprime in modo meno accademico. «La faccenda del peer-to-peer e della condivisione dei file -- racconta a il manifesto -- mi ricorda l&#8217;epoca vittoriana: allora la masturbazione era fuori legge. Un&#8217;azione compiuta dalla stragrande maggioranza delle persone veniva dichiarata illegale. La situazione è la stessa. Basta sostituire il piacere autoindotto con il file sharing». La sua idea di copyright è chiara: «Dovrebbe essere possibile scaricare un contenuto digitale a patto che non ci si lucri sopra. Se le case discografiche avessero semplicemente chiesto agli utenti di Napster di pagare una quota da ripartire tra gli artisti oggi avrebbero le tasche piene di soldi».</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>La coerenza tra parole e fatti è presto verificata, visto che Doctorow è anche uno scrittore: «Ho imparato a scrivere a macchina prima di sapere usare la penna, e credo che il mio modo di pensare sia strettamente connaturato alla tastiera qwerty». Pubblicò il suo primo racconto (il leggendario editore di fantascienza Tor, 2002) adottando, per primo, una licenza Creative Commons (CC) che permette di usare liberamente il testo senza sfruttarlo commercialmente. Ne mise in rete una versione gratuita e Down and Out in the Magic Kingdom fu molto letto e discusso. «Per un giovane scrittore è più semplice utilizzare le CC ma il principio è valido per tutti. Il problema, nell&#8217;attuale affollamento informativo, è raggiungere i lettori e non proteggerci da loro. Distribuendo gratis online il mio racconto ho moltiplicato il bacino di utenza». E&#8217; il principio del dente di leone che si propaga ovunque. Con conseguente successo della stessa edizione cartacea. Per il volume successivo ha deciso di liberare anche il diritto di traduzione. Perché non già dal primo? «Quando fai un esperimento devi introdurre una variabile per volta. Volevo innanzitutto capire il valore dei fondamenti delle CC, poi, visti i buoni risultati ho inserito anche la possibilità di farne opere derivate. Grazie a questa clausola oggi i miei racconti sono tradotti in molte lingue, molte di più che se l&#8217;avessi blindata col copyright».</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>La maggior parte delle parole che digita sul suo portatile sono destinate non alla carta ma al suo (e di altri 4 autori) blog, Boing Boing, da sempre uno dei più visitati e influenti del web. Una collezione di mirabilia (&#8220;a directory of wonderful things&#8221;, recita il sottotitolo) con i post che variano da manifesti sulla libertà digitale a foto di curiosi oggetti fino a commenti di articoli sulle politiche di internet.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Un&#8217;anarchica bacheca di segnalazioni la cui unica trama è la personalità e l&#8217;estro momentaneo degli autori. «Non ci parliamo quasi mai prima di pubblicare un post, capiterà cinque volte all&#8217;anno. Ognuno pubblica quello che vuole». Un po&#8217; di tempio fa ha massacrato il fenomeno dei social network, ironizzando sulla &#8220;chiusura&#8221; di molti servizi e sulla congenita natura transitoria di Facebook e simili. La piattaforma resiste fintanto che il tuo detestato ex-collega ti rintraccia; più si allarga più probabilità ci sono che ciò accada. A quel punto non ti resta che fuggire. La sua visione del futuro dei media è quella di una metamorfosi in cui tutto si contagia e muta ma in modi diversi. Come musica, libri e giornali anche per il futuro dei blog vale la stessa legge: «Alcune forme spariranno soppiantate da nuovi media, altri prolifereranno, tutto viene fagocitato e poi rigurgitato in forme nuove».<br />
Recentemente si è scagliato contro il piano del governo inglese per lo sviluppo di internet che prevede: lucchetti elettronici per i contenuti (Drm) e controllo da parte dei fornitori di connettività (Isp) su quel che passa dentro le loro reti. Tutto sbagliato secondo Doctorow, così si chiude internet. «Si consegna il web nelle mani incartapecorite dell&#8217;industria delle telecomunicazioni; qualsiasi tipo di filtro dei dati è fallace, sia esso elettronico o umano. I Drm non hanno mai funzionato. E&#8217; tecnologicamente impossibile lasciarmi andare a casa con un film e impedirmi di duplicarlo sul pc. I computer copiano, e anche le parti del computer possono essere copiate. Così stanno le cose. Fine della storia». Magari, Cory.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>Articolo pubblicato su Chips&amp;Salsa-Il Manifesto del 28 Febbraio 2009</em></strong></p>
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		<title>LAWRENCE LESSIG A MEET THE MEDIA GURU!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 16:20:17 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: left;">E&#8217; confermata la data: il 27 marzo Lessig sarà con noi a MEET THE MEDIA GURU.</p>
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		<title>JOI ITO :: LA LECTURE</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 14:57:53 +0000</pubDate>
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<p>La lecture integrale</p>
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		<title>JOI ITO :: LA INTRO ALLO SPEECH</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 15:27:19 +0000</pubDate>
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