Joichi Ito aka Joi Ito | Sharing Economy | Innovation in Open Network | Creative Commons | 28 : 11 : 2008


Joichi Ito è uno dei piu audaci venture capitalist, investitore in Flickr, Last fm, Twitter, nominato dal World Economic Forum come uno dei 100 economisti di domani. CEO di Creative Commons, afferma la crescente importanza dei CC anche in ambiente broadcast.
Fondatore di numerose imprese ad alto contenuto tecnologico, è il profeta della nuova era mobile ed ha costruito il suo successo agli albori di Internet in Giappone.
Ha costituito Neoteny, società di venture Capital quotata a 20 milioni di dollari; si colloca tra i primi nell’aver investito nei blog e ha creato Six Apart, blog dedicato alla business community.
Joi coniuga alla perfezione la propria figura di attivista e speaker instancabile con quella di manager e trendsetter. Vicepresidente di Sviluppo internazionale e mobilita’ per Technorati e nel board di ICANN,
consulente nazionale e locale per il governo Giapponese sui temi dell’IT, della privacy e della sicurezza.
I suoi studi più recenti sono rivolti ai principi dei Creative Commons per il Business.
Joi applica nella vita ciò che profetizza e ha creato un network internazionale con una community attivissima online legata al suo blog:
|||||| Joi Ito’s blog

Joichi Ito | Wireless life. Connected society. Creative Commons | 16 : 3 : 2005


Joi Ito e’ oggi uno dei personaggi piu’ interessanti nella cultura digitale.
Figura eclettica di manager, studioso, attivista, viaggiatore e speaker instancabile, e’ uno dei teorici della nuova era “mobile”:
le tecnologie wireless determineranno una mutazione antropologica nel modo di pensare, vivere, e nel modo in cui la gente si relaziona ai media.
Come manager, Joi ha costruito il suo successo agli albori di Internet in Giappone.
Nel 2000 ha costituito Neoteny, societa’ di venture capital quotata per 20 milioni di dollari.
E’ stato fra i primi a investire nei blog, creando Six apart, un blog dedicato alla business community.
Il World Economic Forum lo ha incluso fra i 100 leaders del futuro.
Come studioso, Joi -- che ha vissuto a lungo a San Francisco e si e’ imbevuto della cultura digitale Wired style -- applica all’interpretazione della nuove comunita’ mobili il modello dei cultural studies [ la scuola sociologica inglese che a partire dagli anni Sessanta ha rivoluzionato lo studio dei meccanismi di azione sociale dei mass media ].
E’ un interprete molto profondo delle conseguenze antropologiche e sociologiche della cultura dei cellulari [ descritta in Smart Mobs da Howard Reinghold, altro guru delle culture digitali ].
Come attivista, Joi e’ impegnato attraverso il suo “Moblog” [ joy.ito.com ] in molte cause civili e in particolare nel sostegno della “societa’ della conoscenza condivisa”.
E’ stato uno dei fondatori di Creative Commons [ www.creativecommons.it ], l’organizzazione creata da Lawrence Lessig [ Docente alla Stanford School of Law ] che ridefinisce la concezione del diritto di proprieta’ intellettuale nell’era digitale.
Creative Commons ha creato una community con riferimenti internazionali ed e’ attualmente uno dei punti di riferimento del dibattito mondiale sul copyright.

La figura di Ito ha mosso la stampa, con articoli e interviste apparsi sulle pagine dei quotidiani nazionali
[ Repubblica Affari & Finanza, Corriere Economia, Il Sole 24 Ore @lfa ]
e la tv con un servizio sull’emittente satellitare Sky [ Sky Lab ].
Inoltre l’intervento di Ito ha scatenato una vivacissima polemica sui blog italiani e internazionali.