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	<title>&#124;&#124;&#124;&#124;&#124;Meet The Media Guru &#187; design</title>
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	<description>Incontri con personalita&#039; dei nuovi media</description>
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		<title>DIGIFEST: I protagonisti del viaggio di Meet The Media Guru</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 13:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I guru che intraprenderanno il viaggio verso Toronto con Meet the Media Guru: MAURICE BENAYOUN Maurice Benayoun è un artista new-media francese i cui lavori includono, e spesso combinano, video, realtà virtuale immersiva, il Web, tecnologia wireless, performance, installazioni artistiche su larga scala ed esibizioni interattive. È il co-fondatore e direttore artistico del Centro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://torontodigifest.ca/2011/" target="_blank"><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/sigimg1.png" alt="" width="279" height="133" /></a></p>
<p>I guru che intraprenderanno il viaggio verso Toronto con Meet the Media Guru:</p>
<p><strong>MAURICE BENAYOUN</strong><br />
<a href="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/mauricebenayoun1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4391" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="mauricebenayoun1" src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/mauricebenayoun1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a>Maurice Benayoun è un artista new-media francese i cui lavori includono, e spesso combinano, video, realtà virtuale immersiva, il Web, tecnologia wireless, performance, installazioni artistiche su larga scala ed esibizioni interattive. È il co-fondatore e direttore artistico del Centro di Ricerca CiTu (Création Interactive Transdisciplinaire Universitaire) dedicato alla ricerca e alla<br />
creazione nell’ambito delle diverse forme d’arte emergenti.<br />
I suoi lavori più recenti sviluppano l’idea di “critical fusion” che mixa finzione simbolica e realtà per rendere visibili i limiti del mondo reale. Indagando i limiti di ciò che definisce “architetture della comunicazione”, Maurice viene coinvolto in grandi mostre, eventi e progetti di architettura.<br />
Nel 2005 ha concepito e diretto la mostra Cosmopolis, Overwriting the City, un’installazione immersiva tra arte e scienza presentata nella cornice del French Year in Cina.<br />
Attualmente Benayoun è responsabile della mostra permanente presso l’Arco di Trionfo, a Parigi, nell’idea di trasferire il senso del monumento verso una riflessione sull’architettura simbolica.<br />
<a href="www.benayoun.com" target="_blank">www.benayoun.com</a></p>
<p><strong>PAOLO ROSA</strong><br />
<a href="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/paolorosa1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4392" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="paolorosa1" src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/paolorosa1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a>Paolo Rosa è co-fondatore di Studio Azzurro, gruppo di ricerca artistica sul video e i nuovi linguaggi introdotti dalla tecnologia, attivo sulla scena milanese sin dagli anni ’80 e pioniere della sperimentazione sugli usi espressivi del digitale.<br />
Nel corso degli anni sviluppa un’interessante ricerca sulle attuali problematiche dell&#8217;interattività e del multimediale: attraverso gli &#8220;ambienti sensibili&#8221;, pensati per mostre e percorsi espositivi, le produzioni di Studio Azzurro raccontano contenuti, narrazioni, passaggi storici facendo “vivere” gli spazi e coinvolgendo il pubblico in momenti altamente partecipativi.<br />
Per il suo lavoro e la sua prospettiva avanguardistica, Paolo Rosa ha conseguito vari riconoscimenti, nazionali e internazionali, tra cui: Premio Alinovi 1995; Premio Quadriennale 1996; Gran Premio Transmediale di Berlino 1998.<br />
<a href="http://www.studioazzurro.com" target="_blank">www.studioazzurro.com</a></p>
<p><strong>TOM IGOE</strong><br />
<a href="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/tomigoe.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4393" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="tomigoe" src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/tomigoe.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a>Tom Igoe è professore associato per il programma di Telecomunicazioni Interattive alla NYU (New York University) e co-fondatore di Arduino, insieme a Massimo Banzi, Gianluca Martino, David Cuartielles e David Mellis.<br />
Arduino è una piattaforma elettronica con licenza open-source, basata su un semplice e flessibile meccanismo hardware e software e studiata per artisti, designer e ricercatori interessati a creare ambienti ed oggetti interattivi: un microchip che riceve input da una serie di sensori e che, in tal modo, è in grado di controllare e muovere oggetti, luci, motori.<br />
Nel 2006 questa tecnologia, frutto sinergico di intelligenze italiane ed estere, ha ottenuto la menzione onoraria nella sezione Digital Communities di Ars Electronica Prix.<br />
Tom Igoe, esperto di physical computing &amp; networking, ha un background nel mondo del teatro in cui si è dedicato all’interazione fisica in performance live e con lo spazio pubblico. Ha spostato poi il suo asse di ricerca sulle pratiche per una vita ecosostenibile e sul ruolo che, in tal senso, può giocare lo sviluppo di sistemi hardware.<br />
Ha pubblicato due libri su questi temi: “Physical Computing” con Dan O’Sullivan e “Making Things Talk”. Collabora regolarmente con Make, rivista che raccoglie i DIY (Do It Yourself) projects più innovativi.<br />
<a href="http://www.arduino.cc" target="_blank">www.arduino.cc</a></p>
<p><strong>REBECCA ALLEN</strong><br />
<a href="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/220px-Rebecca_Allen_JI1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4394" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="220px-Rebecca_Allen_JI1" src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/220px-Rebecca_Allen_JI1.jpg" alt="" width="127" height="122" /></a>Rebecca Allen – “pioniera” della Computer Art -- è un’artista internazionale i cui lavori spaziano tra scienza, movimento fisico, arte e tecnologia mescolando computer grafica 3D, videogame, video musicali, vita artificiale, interfacce multisensoriali, realtà virtuale.<br />
Ha collaborato con nomi noti del panorama dell’arte come Twyla Tharp, Peter Gabriel, Kraftwerk, Devo e La Fura dels Baus.<br />
È stata professoressa e direttrice fondatrice della UCLA Department of Design, Media Arts.<br />
Da sempre interessata alla “tecnocultura” come via per umanizzare la tecnologia, mantenendo verso di essa un atteggiamento critico, ‘umano’, Rebecca espone i suoi lavori nel mondo ed alcuni di questi sono parte della collezione permanente del Withney Museum a New York e del Centre George Pompidou a Parigi.<br />
<a href="http://www.rebeccaallen.com" target="_blank">www.rebeccaallen.com</a></p>
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		<title>MEET THE MEDIA GURU :: JOHN LASSETER.  21 novembre 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 13:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
				<category><![CDATA[JOHN LASSETER]]></category>
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		<description><![CDATA[John Lasseter Premio Oscar per il miglior cortometraggio d&#8217;animazione con Tin Toy nel 1989 Oscar speciale con Toy Story nel 1995 Golden Globe per il miglior film d&#8217;animazione con Cars nel 2006 Leone d’oro alla carriera nel 2009 Animatore, regista, sceneggiatore e produttore John Lasseter è attualmente direttore creativo di Pixar e Walt Disney, nonché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/lasseter-john-.jpg" alt="" width="130" height="160" /><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="490" height="160" /></p>
<p>John Lasseter</p>
<p>Premio Oscar per il miglior cortometraggio d&#8217;animazione con Tin Toy nel 1989<br />
Oscar speciale con Toy Story nel 1995<br />
Golden Globe per il miglior film d&#8217;animazione con Cars nel 2006<br />
Leone d’oro alla carriera nel 2009</p>
<p>Animatore, regista, sceneggiatore e produttore John Lasseter è attualmente direttore creativo di Pixar e Walt Disney, nonché creative advisor di Walt Disney Imagineering, società che si occupa della sviluppo dei parchi a tema.</p>
<p>Steve Jobs, Ed Catmull e John Lasseter sono le tre anime che hanno dato vita alla Pixar, nata ufficialmente nel 1986. Li guida la grande intuizione che sia possibile fondere creatività artistica e tecnologia per dar vita a storie del tutto originali utilizzando il medium della computer grafica.<br />
Toy Story esce nel 1995 e rappresenta una pietra miliare della storia del cinema; è il primo film di animazione interamente prodotto al computer e riscuote subito un grande successo. Successo puntualmente ribadito con A Bug’s Life, Toy Story 2, Monster Inc., Finding Nemo, The Incredibles, Cars, Ratatouille ,WALL*E, UP, Toy Story 3.</p>
<p>***</p>
<p>Lasseter si diploma al California Institute of the Arts ed inizia la sua carriera nel reparto di animazione di Walt Disney. Mentre lavora a Canto di Natale di Topolino, viene invitato ad un’anteprima di Tron, film che diverrà un cult e nel quale sono per la prima volta presenti scene completamente generate al computer. Lasseter capisce subito le enormi potenzialità delle nuove tecnologie e della Computer Graphics. A quei tempi, la camera multipiano veniva usata per aggiungere profondità all&#8217;animazione. Lasseter si rende conto che il computer avrebbe potuto essere usato per realizzare sfondi dove l&#8217;animazione tradizionale interagisce con quelle computerizzata. Dopo un primo corto sperimentale, Lasseter e Thomas L. Wilhite decidono di produrre un intero lungometraggio con queste tecniche, ma i dirigenti di Walt Disney rifiutano l’idea e Lasseter si ritrova senza lavoro.</p>
<p>Nel 1982 Lasseter entra nel reparto animazione della LucasFilm e conosce Ed Catmull.  Qualche anno dopo iniziano insieme a lavorare ad un progetto che si sarebbe poi rivelato il primo cortometraggio interamente animato al computer: Le avventure di André e Wally B. Dopo questo corto, Lasseter sviluppò ulteriori progetti, finché non riuscì a dare vita al primo lungometraggio interamente animato al computer, Toy Story -- Il mondo dei giocattoli.</p>
<p>Nel 1986 inizia l’avventura della Pixar, oltre ad essere uno dei fondatori, in qualità di produttore esecutivo, Lasseter ne supervisiona tutti i film e dirige personalmente Toy Story e il suo seguito, A Bug&#8217;s Life, Cars e Cars 2.</p>
<p>Nell&#8217;aprile 2006, la Disney acquista la Pixar e, mentre Steve Jobs diventa membro del consiglio d&#8217;amministrazione di Walt Disney, Lasseter viene nominato direttore creativo di entrambi gli studi d&#8217;animazione. Viene inoltre incaricato di supervisionare i progetti relativi  alle nuove attrazioni dei parchi a tema della Disney.</p>
<p>Nel dicembre 2006 annuncia che Pixar produrrà nuovamente corti animati, che verranno presentati con le uscite cinematografiche. Nascono così piccoli-grandi capolavori come Up o Day&amp;Night. Lasseter ha preso questa decisione in quanto la vede come una via per scoprire nuovi talenti e sperimentare nuove tecniche di animazione.</p>
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		<title>JANE MCGONIGAL :: LA LECTURE</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 09:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco la lecture integrale di Jane McGonigal: buona visione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="350" height="150" /><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/janemcgonigal9.jpg" alt="" width="270" height="150" /></p>
<p>Ecco la lecture integrale di Jane McGonigal: buona visione!</p>
<p><iframe src="http://mmg.connexia.com/20110503/index_ondemand.html" frameborder="0" scrolling="no" width="490" height="440"></iframe></p>
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		<title>GAMIFICATION :: JANE MCGONIGAL</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 08:18:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’incontro con Jane McGonigal ci porta su nuove sentieri! &#124;&#124;&#124; Vi aspettiamo al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano in via San Vittore 21 martedì 3 maggio 2011 ore 19. Prima tappa per esplorare i percorsi della “gamification”, un trend destinato a impattare la società e il business. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="350" height="150" /><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/janemcgonigal9.jpg" alt="" width="270" height="150" /></p>
<p><strong>L’incontro con Jane McGonigal ci porta su nuove sentieri!</strong></p>
<p>||| Vi aspettiamo al <strong>Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano in via San Vittore 21 martedì 3 maggio 2011 ore 19</strong>. Prima tappa per esplorare i percorsi della “gamification”, un trend destinato a impattare la società e il business.</p>
<p><a href="http://www.magellanoprogetti.com/pla.is/typ.php?t=J8Z9SRB6SY592J"><img class="alignleft size-full wp-image-3876" title="plais" src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/plais.png" alt="" width="400" height="270" /></a></p>
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<p>||| Ecco alcune tag da tenere presente nel percorso di avvicinamento.</p>
<p><strong>Blissful productivity</strong> – Se si sommano tutte le ore che i giocatori di tutto il pianeta hanno passato giocando a World of Warcraft è stato lanciato nel 2004, si ottiene un totale complessivo di oltre 50 miliardi di ore – pari a 5,93 milioni di anni. Da dove nasce questo commitment incredibile? Come trasporlo al mondo del lavoro in cui produttività e soddisfazione personale sono spesso in conflitto?</p>
<p><strong>Quest to Learn</strong> -  La prima scuola al mondo basata sul gioco, ha aperto i battenti a New York nel 2009 grazie al supporto della MacArthur Foundation e della Bill and Melinda Gates Foundation. Un ambiente di apprendimento in cui gli studenti arrivano a condividere conoscenze segrete, trasformano i loro punti di forza intellettuale in superpoteri, affrontano sfide epiche e sbagliano senza timore. Jane è pronta a scommettere che Quest to Learn formerà giovani in grado di collaborare robustamente e di pensare in modo innovativo.</p>
<p><strong>Engagement economy</strong> – Sempre più istituzioni, associazioni e realtà profit fanno affidamento sul coinvolgimento di cittadini e consumatori. Bellissimo l’esempio che riporta Jane di come il Guardian nel 2009 abbia ottenuto la  collaborazione online di oltre ventimila persone per indagare su uno degli scandali più gravi nella storia del Parlamento inglese, ma attenzione andiamo sempre più incontro a uno “spam di partecipazione”… Per emergere da questo spam utilizzare i meccanismi di un buon gioco è cruciale …. il crowdsourcing è la teoria, i giochi sono la piattaforma!</p>
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		<title>MEET THE MEDIA GURU :: JANE MCGONIGAL</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 08:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esperta in game design e rete, Jane McGonigal è considerata una dei personaggi emergenti della Silicon Valley. Il suo lavoro e la sua ricerca sviluppano l’idea di unire il potenziale motivazionale del gioco e la connettività del web per concretizzare le grandi potenzialità che i processi di collaborazione diffusa offrono in termini di creazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="350" height="150" /><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/janemcgonigal9.jpg" alt="" width="270" height="150" /></p>
<p>Esperta in game design e rete, Jane McGonigal è considerata una dei personaggi emergenti della Silicon Valley. Il suo lavoro e la sua ricerca sviluppano l’idea di unire il potenziale motivazionale del gioco e la connettività del web per concretizzare le grandi potenzialità che i processi di collaborazione diffusa offrono in termini di creazione di valore sociale ed economico.</p>
<p>Ph.D. a Berkeley in perfoming studies, game designer per il Berkeley Institute of Design e successivamente lead game designer per la 42 Entertainment, Jane è attualmente una delle figure chiave dell’Insitute for the Future, noto think tank di Palo Alto che ogni anno pubblica mappe e studi che tracciano gli scenari evolutivi del futuro, sulla base di contributi che provengono da scienziati, umanisti, politici e manager di tutto il mondo.</p>
<p>Jane è una dei più famosi designer di Alternate Reality Games (ARG), giochi collaborativi che utilizzano il web e la teconologia mobile (Wi-Fi, cell phones, GPS ecc.) per coinvolgere i partecipanti  non solo online, ma anche nel mondo reale.  Gli ARG ideati da Jane si propongono di inspirare processi collaborativi su scala e globale e di sviluppare l’intelligenza collettiva.  Unendo gioco e crowd-sourcing Jane reinventa l’approccio alle analisi di scenario, al problem solving ed introduce nuove strategie di comunicazione e marketing.</p>
<p>I suoi studi e progetti in tema di giochi e schemi collaborativi su larga scala sono stati ripresi dall’Economist, Wired, il New York Time, dalla CNN e dalla BBC. Nel 2009 BusinessWeek l’ha inclusa tra i 10 innovatori da seguire con maggiore attenzione, la Harvard Business Review ha altresì incluso le sue ricerche tra le &#8220;Top 20 Breakthrough Ideas of 2008&#8243;. Quale esperta di giochi è stata più volte premiata dalla International Game Developers Association e dalla International Academy of Digital Arts &amp; Sciences.<br />
Jane ha appena terminato di scrivere “Reality Is Broken: Why Games Make Us Happy and How They Can Change the World”, che è stato pubblicato dalla Penguin Books all’inizio del 2011 e di cui uscirà a maggio la traduzione in italiano per la casa editrice Apogeo con il titolo “La realtà in gioco<br />
Perché i giochi ci rendono migliori e come possono cambiare il mondo.&#8221;</p>
<p><a href="http://janemcgonigal.com" target="_blank">http://janemcgonigal.com</a></p>
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		<title>LA COMPLESSITA&#8217; DELLA TECNOLOGIA?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 10:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
				<category><![CDATA[DON NORMAN]]></category>
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		<category><![CDATA[complessità]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Una riflessione di Don Norman estratta dal libro &#8220;Vivere con la complessità&#8221; appena pubblicato in Italia da Pearson, per entrare nel vivo delle sue idee e prepararci all&#8217;incontro in Mediateca (martedì 22 marzo 2011). &#8220;“Perché la nostra tecnologia è così complessa”, mi viene chiesto continuamente. “Perché le cose non possono essere semplici?” Perché? Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="420" height="150" /><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/copertina-home.jpg" alt="" width="209" height="150" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una riflessione di Don Norman estratta dal libro &#8220;Vivere con la complessità&#8221; appena pubblicato in Italia da Pearson, per entrare nel vivo delle sue idee e prepararci all&#8217;incontro in Mediateca (martedì 22 marzo 2011).</p>
<p>&#8220;“Perché la nostra tecnologia è così complessa”, mi viene chiesto continuamente. “Perché le cose non possono essere semplici?” Perché? Perché la vita è complessa. […]<br />
Distinguo fra complessità e complicazione. Uso la parola “complessità” per descrivere uno stato del mondo. L’aggettivo<br />
“complicato” descrive invece uno stato mentale. La definizione che il dizionario dà di “complessità” fa pensare a cose con molte parti intricate e interrelate, ed è in questo senso che uso il termine. La definizione di “complicato” include come significato secondario “che è fonte di confusione”, il che è ciò che mi interessa in particolare, nella mia definizione della parola.<br />
Uso “complesso” per descrivere lo stato del mondo, le attività che compiamo, gli strumenti che usiamo per svolgerle. Uso “complicato” o “confuso” per descrivere lo stato psicologico di una persona nel suo tentativo di capire, usare o interagire con qualcosa nel mondo. Il programma WordNet della Princeton University mi conforta, suggerendo che “complicato” significa “di complessità che lascia perplessi”.<br />
La complessità è parte del mondo, ma non deve lasciarci perplessi: possiamo accettarla, se crediamo che sia il modo in cui le cose devono essere. [...] Ma quando quella complessità è casuale e arbitraria, allora abbiamo ogni ragione di essere seccati. La tecnologia moderna può essere complessa, ma la complessità in sé non è né buona né cattiva: cattiva è la confusione. Non lamentatevi della complessità; protestate invece contro la confusione. Dobbiamo lamentarci di tutto quello che ci fa sentire inadeguati e impotenti di fronte a forze misteriose che ci tolgono il controllo e impediscono la comprensione. La mia sfida è esplorare la natura della complessità e apprezzarne la profondità, la ricchezza e la bellezza ma al contempo combattere le complicazioni non necessarie, la natura arbitraria e capricciosa di gran parte della nostra tecnologia.<br />
Non ci sono scusanti per una cattiva progettazione. Il buon design può aiutarci a dominare la complessità, non rendendo le cose meno complesse (perché la complessità è necessaria), ma gestendo la complessità.<br />
Gli elementi fondamentali per affrontare la complessità si trovano in due aspetti della comprensione. Innanzittutto, è il design della cosa stessa che ne determina la comprensibilità: ha una logica sottostante, una base che, una volta padroneggiata, fa cadere tutto al posto giusto? Il secondo elemento è il nostro stesso bagaglio di abilità e competenze: abbiamo dedicato il tempo e le energie necessarie a comprenderne e padroneggiarne<br />
la struttura? Comprensibilità e comprensione: due chiavi fondamentali per il controllo.<br />
Il problema principale è comprendere: le cose che comprendiamo non sono più complicate, non sono più fonte di confusione.&#8221;</p>
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		<title>22 :: 03 :: 2011 :: DON NORMAN A MILANO</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 11:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[complessità]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>
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		<description><![CDATA[Laureatosi al MIT in ingegneria elettrotecnica e specializzatosi in psicologia, Don Norman è stato definito un antropologo della vita moderna. E’ autore di numerosi libri sul design ed è noto per le sue teorie sulla &#8220;human-centered design&#8221;. Business Week lo ha di recente citato tra i 27 più influenti designer al mondo. Tra i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" alt="" width="480" height="150" /><img src="http://www.meetthemediaguru.org/wp-content/uploads/DonNorman2003-5.jpg" alt="" width="156" height="150" /></p>
<p>Laureatosi al MIT in ingegneria elettrotecnica e specializzatosi in psicologia, Don Norman è stato definito un antropologo della vita moderna. E’ autore di numerosi libri sul design ed è noto per le sue teorie sulla &#8220;human-centered design&#8221;. Business Week lo ha di recente citato tra i 27 più influenti designer al mondo.</p>
<p>Tra i suoi saggi di maggior successo si possono citare “The Psychology of Everyday Things&#8221; del 1988 (tradotto in italiano con il titolo &#8220;La caffettiera del masochista”) e “Il design del futuro” del 2007. Il suo ultimo libro, “Living with Complexity”, tradotto in italiano per i tipi della Pearson e presentato in occasione di Meet the Media Guru, affronta il tema del “sociable design” e afferma che un buon design può “domare” la complessità, per altro presentata come elemento che contraddistingue necessariamente il nostro mondo.</p>
<p>E’ stato vicepresidente del gruppo di ricerca sulle tecnologie avanzate per la Apple Computer e dirigente alla Hewlett Packard e alla U Next. Nel 1998 fonda con Jacob Nielsen, la Nielsen Norman Group, società di consulenza di notorietà internazionale specializzata nel design dell’interfaccia umana di prodotti e servizi.</p>
<p>Norman ha insegnato psicologia e scienze cognitive presso le più prestigiose università americane, è stato uno dei fondatori della Cognitive Science Society e ha a lungo diretto il Segal Design Institute della Northwestern University . All&#8217;inizio del 2006 è stato insignito con la &#8220;Benjamin Franklin Medal in computer and cognitive science&#8221;.</p>
<p>Norman è anche il promotore del concetto di informatica pervasiva, presentato nel libro “The Invisible Computer”: «La tecnologia migliore è quella che non si vede, perché è tanto semplice da usare da diventare “trasparente”».</p>
<p><a href="http://www.jnd.org/" target="_blank">http://www.jnd.org</a><br />
<a href="http://www.nngroup.com/" target="_blank">http://www.nngroup.com</a></p>
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		<title>VINCENT JOHN VINCENT :: 12 : 5 : 2008</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 15:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[VINCENT JOHN VINCENT]]></category>
		<category><![CDATA[2008]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>
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		<description><![CDATA[Vincent John Vincent &#124; Il corpo come interfaccia. Gesturetek e i sistemi immersivi &#124; 12 : 5 : 2008 Pioniere riconosciuto a livello internazionale della Realta&#8217; Virtuale, Vincent John Vincent e&#8217; specializzato nel fondere arte, tecnologia e business. Nel 1984 ha lanciato, insieme a Francis Mac Dougall, un&#8217;interfaccia rivoluzionaria depositata (MANDALA), aprendo il proprio business [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Vincent John Vincent | Il corpo come interfaccia. Gesturetek e i sistemi immersivi | 12 : 5 : 2008</p>
<p style="text-align: right;"><img src="/wp-content/themes/pl00b/images/tabacco.jpg" width="533" height="155"/><img src="http://www.meetthemediaguru.org/images/vincent.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Pioniere riconosciuto a livello internazionale della Realta&#8217; Virtuale, Vincent John Vincent e&#8217; specializzato nel fondere arte, tecnologia e business.</p>
<p style="text-align: left;">Nel 1984 ha lanciato, insieme a Francis Mac Dougall, un&#8217;interfaccia rivoluzionaria depositata (MANDALA), aprendo il proprio business e carriera performativa attorno a un nuovo concetto dinamico di computer.</p>
<p style="text-align: left;">Nel 1986 Vincent e Mac Dougall fondano GestureTek.<br />
GestureTek Inc. è leader nel mondo nelle tecnologie di gesture recognition e visioni digitali per sistemi<br />
di informazione, presentazione e entertainment.</p>
<p style="text-align: left;">I rivoluzionari software registrati di GestureTek permettono all&#8217;utente di gestire contenuti interattivi,<br />
accedere a informazioni, manipolare effetti speciali e immergersi in un mondo 3D interattivo.</p>
<p style="text-align: left;">Semplicemente muovendo le mani e il corpo.</p>
<p style="text-align: left;">La tecnologia ha trovato innumerevoli applicazioni ed e&#8217; utilizzata oggi nel mondo da pubblicitari e marketers per una nuova generazione di digital signage, da organizzazioni sanitarie specializzate in riabilitazione e terapie virtuali, da organizzazioni e aziende come CNN; NASA; BMW, Ford, Oracle, Intel&#8230;La sede principale di GestureTek si trova nella Sylicon Valley e ha filiali a Toronto, Ottawa e in Asia.</p>
<p style="text-align: left;"><img src="http://www.rez.it/mgmDEF/MTMGvincentinvito.jpg" alt="" width="640" height="304" /><br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>|||||| <a href="http://www.gesturetek.com" target="_blank">Gesturetek</a></strong></p>
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		<title>BILL MOGGRIDGE :: GURUTALK</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 15:05:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[BILL MOGGRIDGE]]></category>
		<category><![CDATA[MEET THE MEDIA GURU]]></category>
		<category><![CDATA[2008]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
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		<title>BILL MOGGRIDGE :: ALCUNE FOTO DELLA SERATA</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 15:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ LINK ALLO SLIDESHOW &#124; GRAZIE KATRIN SVABO BECH ]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/faroekat/sets/72157604044661779/" target="_blank">[ LINK ALLO SLIDESHOW | GRAZIE KATRIN SVABO BECH ]</a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/faroekat/sets/72157604044661779/" target="_blank"><img src="http://www.mtmgmilano.org/images/billflick.jpg" alt="" width="320" height="476" /></a></p>
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