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Ben Casnocha :: la vita come impresa

Ben Casnocha  rappresenta una di quelle figure “giovani e agili” che ben presto hanno imparato ad interpretare i cambiamenti in atto nel sistema economico e lavorativo globale riuscendo a trasformarli in vantaggi ed opportunità.

Con Reid Hoffman, co-fondatore e presidente di Linkedin -- nel libro “Teniamoci in contatto. La vita come impresa” -- delineano un profilo del Sé professionale inteso come una start-up, come un’impresa in costante formazione e crescita; sempre in fase di lancio. Scrivono: “Se vuoi cogliere le nuove opportunità e vincere le sfide imposte dalla frammentazione del panorama lavorativo attuale, devi pensare e comportarti come se stessi gestendo una start-up: la tua carriera”.

Vista da questa prospettiva, la sfera professionale acquista un valore “imprenditoriale” non strettamente nel senso di business, ma in senso lato, come insieme di risorse personali da accrescere e investire: autofiducia, flessibilità, capacità di creare e coltivare reti, definizione del proprio brand.

L’incontro con Ben Casnocha permetterà di portare al centro del dibattito di Meet the Media Guru temi cruciali quali quelli della ricerca del lavoro, del personal branding e personal coaching, delle differenze tra mindset americana ed europea, all’interno di quella che i sociologi definiscono “età del rischio”. Una società in cui i rischi sono alti, ma al contempo occorre assumersene.

Proponiamo in questo video una prima introduzione visiva alle parole-chiave dell’evento.

BEN CASNOCHA :: 09 :: 05 :: 2012 :: MEDIATECA SANTA TERESA

HASHTAG #MMGCASNOCHA

Ben Casnocha vive a San Francisco, è un giovanissimo imprenditore, autore e blogger. Come scrittore, ha già vinto numerosi premi, ha scritto per Newsweek e collaborato con Marketplace, programma della radio pubblica statunitense.  Dal punto di vista imprenditoriale, ha avviato diverse iniziative, promuove e sponsorizza imprenditori del web con Wasabi Ventures e ha fondato Comcate, una società di software per l’e-government che attualmente offre soluzioni CRM a centinaia di governi locali in America.

Business Week l’ha inserito tra “i migliori giovani imprenditori americani” e PoliticsOnline l’ha nominato “una delle figure più influenti nel mondo di internet e della politica”.

E’ co-autore, con Reid Hoffman -- co-fondatore e presidente di Linkedin -- del libro “Teniamoci in contatto. La vita come impresa”, uscito nelle librerie italiane nel 2012 con EGEA.

Nel 2007 aveva già scritto il libro “My start-up life- What a (very) young enterpreneur learned on his journey through Silicon Valley”.  Scrive costantemente sul suo blog interessandosi di attualità, politica, libri, imprese e start-up, professioni e tecnologia.

E’ stato relatore di fronte a un pubblico di oltre diecimila studenti, professionisti e uomini d’affari in vari paesi del mondo, tra America Latina, Asia ed Europa. Animato dal desiderio di imparare e crescere professionalmente, Ben viaggia molto. Ha speso lunghi periodi di tempo in Cile, Svizzera e Cina e ha viaggiato in più di 25 paesi.

http://casnocha.com/blog

Streaming Social Map per Carlo Ratti e Smart Cities :: partecipi anche tu?

Meet the Media Guru è ‘No Walls’.

“Streaming Social Map” è il nome dell’iniziativa che Meet the Media Guru lancia per coinvolgere amici, utenti appassionati, associazioni, realtà professionali, istituzioni accademiche, gruppi di ricerca che non potranno essere presenti in sala, ma che vogliono partecipare all’evento. L’incontro con Carlo Ratti sarà trasmesso in diretta in streaming, il 18 aprile alle 19.30 su www.meetthemediaguru.org

In una sinergia tra reale e virtuale, la presenza della rete verrà rappresentata in sala attraverso una “mappa” virtuale che proietterà e racconterà “chi è connesso e da dove”.

Sarà inoltre possibile -- durante l’evento -- dialogare con la redazione live, attraverso la chat presente sulla pagina dello streaming e attraverso twitter (hashtag: #MMGRatti), inviando domande, contributi e riflessioni da rivolgere a Carlo Ratti.

Sin da ora è possibile comunicare la propria adesione specificando la località geografica da cui si partecipa e se a partecipare è un’associazione, una realtà culturale, un’Università o semplicemente un gruppo di appassionati. Chi è interessato, può scrivere a valeria.cucinotta@mgmdigital.com

 

DON NORMAN :: CONNECTED TOUR

Don Norman sta viaggiando verso la Toscana, dove terrà le ultime due lecture del suo tour, per informazioni guardate la nostra mappa
http://www.meetthemediaguru.org/index.php/don-norman-connected-tour/

Tanta, ma proprio tanta, gente in questi giorni ci ha seguito nelle varie tappe, a partire dalla serata di Meet The Media Guru a Milano: circa 400 persone presenti in Mediateca, 850 connesse, tutto il tempo, tramite il live streaming e 800 tweet #DonNorman sono stati lanciati in rete.
Grazie a tutti per essere stati con noi sia fisicamente sia virtualmente.

Per rivivere le emozioni delle serata sono online le foto
http://www.flickr.com/photos/meetthemediaguru/sets/72157626152820869/

A breve sarà disponibile la video lecture di Don Norman sia in italiano sia in inglese.

LA COMPLESSITA’ DELLA TECNOLOGIA?

 

Una riflessione di Don Norman estratta dal libro “Vivere con la complessità” appena pubblicato in Italia da Pearson, per entrare nel vivo delle sue idee e prepararci all’incontro in Mediateca (martedì 22 marzo 2011).

““Perché la nostra tecnologia è così complessa”, mi viene chiesto continuamente. “Perché le cose non possono essere semplici?” Perché? Perché la vita è complessa. […]
Distinguo fra complessità e complicazione. Uso la parola “complessità” per descrivere uno stato del mondo. L’aggettivo
“complicato” descrive invece uno stato mentale. La definizione che il dizionario dà di “complessità” fa pensare a cose con molte parti intricate e interrelate, ed è in questo senso che uso il termine. La definizione di “complicato” include come significato secondario “che è fonte di confusione”, il che è ciò che mi interessa in particolare, nella mia definizione della parola.
Uso “complesso” per descrivere lo stato del mondo, le attività che compiamo, gli strumenti che usiamo per svolgerle. Uso “complicato” o “confuso” per descrivere lo stato psicologico di una persona nel suo tentativo di capire, usare o interagire con qualcosa nel mondo. Il programma WordNet della Princeton University mi conforta, suggerendo che “complicato” significa “di complessità che lascia perplessi”.
La complessità è parte del mondo, ma non deve lasciarci perplessi: possiamo accettarla, se crediamo che sia il modo in cui le cose devono essere. [...] Ma quando quella complessità è casuale e arbitraria, allora abbiamo ogni ragione di essere seccati. La tecnologia moderna può essere complessa, ma la complessità in sé non è né buona né cattiva: cattiva è la confusione. Non lamentatevi della complessità; protestate invece contro la confusione. Dobbiamo lamentarci di tutto quello che ci fa sentire inadeguati e impotenti di fronte a forze misteriose che ci tolgono il controllo e impediscono la comprensione. La mia sfida è esplorare la natura della complessità e apprezzarne la profondità, la ricchezza e la bellezza ma al contempo combattere le complicazioni non necessarie, la natura arbitraria e capricciosa di gran parte della nostra tecnologia.
Non ci sono scusanti per una cattiva progettazione. Il buon design può aiutarci a dominare la complessità, non rendendo le cose meno complesse (perché la complessità è necessaria), ma gestendo la complessità.
Gli elementi fondamentali per affrontare la complessità si trovano in due aspetti della comprensione. Innanzittutto, è il design della cosa stessa che ne determina la comprensibilità: ha una logica sottostante, una base che, una volta padroneggiata, fa cadere tutto al posto giusto? Il secondo elemento è il nostro stesso bagaglio di abilità e competenze: abbiamo dedicato il tempo e le energie necessarie a comprenderne e padroneggiarne
la struttura? Comprensibilità e comprensione: due chiavi fondamentali per il controllo.
Il problema principale è comprendere: le cose che comprendiamo non sono più complicate, non sono più fonte di confusione.”