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Come si progetta il futuro? Le risposte della 3M Design Night

Come immagina il futuro un designer? In che modo i manager possono facilitare l’innovazione dentro e fuori l’azienda? Come il design thinking può aiutare sia progettista sia manager? Sono solo alcune delle domande sollevate dalla 3M Design Night, l’appuntamento di riflessione e approfondimento business-oriented promosso da 3Mmultinazionale che opera in 70 paesi nel mondo, specializzata in applicare la scienza alla vita di tutti i giorni tramite soluzioni innovative. 3M opera in diversi settori, tra i quali, Salute, Industria, Energia, Architettura, Aereospazio e Automotive.

Anche Meet the Media Guru è stato invitato a partecipare all’incontro in Triennale che ha coinvolto più di 70 professionisti di oltre 30 industries diverse, dalle telecomunicazioni al food&beverage passando per l’informazione. La composizione eterogenea dell’audience è frutto di una consapevolezza: oggi più che mai “saper maneggiare” le design skills è importante per ogni azienda, non solo per chi il design ce l’ha da sempre nel DNA.

Come ben spiega Jeanne Lietdka, docente alla Darden School of Business della University of Virginia e fra i principali teorici del Design Thinking applicato al Business: «Non stiamo parlando di trasformare i manager in designer, ma di aiutarli a conoscere gli strumenti e i processi utilizzati da chi progetta». Schematizzando, potremmo dire che un ideale processo di design per il futuro si realizza attraverso quattro step:

  • esplorare la realtà attuale
  • immaginare un futuro migliore
  • scegliere le strade da perseguire
  • interagire e testare i cambiamenti con gli utenti

A partire da queste premesse si è mossa la conversazione che ha visto interagire tre speaker internazionali – Paul Edwards, Head of Design and Branding Airbus; Mark van Iterson, Director Global Heineken Design; Andreas Wlasak, VP of Design Faurecia – con i padroni di casa, il Chief Design Officer 3M Eric Quint e l’Head of Design Europe 3M Monica Dalla Riva.

In qualità di padroni di casa, Quint e Dalla Riva hanno sintetizzato la mission di 3M Design: fare design significa dare forma al futuro. Per superare l’imprevedibilità intrinseca nel domani, la chiave è riformulare i problemi e trovare nuove soluzioni. Si potrebbe dire, progettare visioni.  In 3M Design il design è una strategia trasversale sviluppata e verificata all’interno dell’azienda coinvolgendo le diverse aree, dal R&D al marketing, e i clienti in un flusso ininterrotto. Se il design è trasversale all’intero processo innovativo, sia esso tecnologico o di processo, è possibile costruire empatia e inclusione fra i vari reparti e “consegnare” soluzioni significative per le persone, siano clients o customers. L’ultimo, ma fondamentale passaggio, è testare il risultato e l’effettivo innovation-factor di quanto prodotto.

Questa modalità operativa, che Quint ha definito di collaborative creativity, trova applicazione in diverse case histories presentate durante la serata. Fra gli scenari più mediagureschi, ci sono senz’altro quelli relativi alla mobilità del futuro, a partire dal design di servizi (e non più solo prodotti) di bisogni emergenti che impattano su strumenti “vecchi” come l’automobile, ad esempio. Chi progetta auto, chi le vende, chi lavora con chi fa entrambe le cose ha davanti uno scenario in fortissima trasformazione che, se è stato bravo, aveva previsto. In caso contrario, non può far altro che riprogettarsi velocemente, pena l’espulsione dal mercato.

Come spiega questo articolo dell’Atlantic, con l’avvento delle driveless car le macchine sono destinate a diventare infrastrutture “saranno sempre importanti, ma passeranno inosservate, a meno che non si rompano” conclude l’autore del pezzo. La profezia sta diventando realtà: il car sharing è la nuova Big thing dei trasporti privati, ma non il suo successo è intaccato dal parco macchine circoscritto a disposizione degli utenti. Le persone comprano il servizio, non l’oggetto, hanno ricordato diversi speaker durante la serata.

Se alcuni brand automobilistici rischiano di sparire, sono già nati servizi (e altri nasceranno) in grado di rimodellare strade – persino intere città – a misura di pedoni o ciclisti e non più o non solo di automobilisti. La stessa forma e significato delle vetture dovrà cambiare: come si passerà il tempo in una macchina che, in autonomia, torna verso casa? Che esigenze avrà il passeggero di un’auto che si guida da sola? Quale esperienza cercherà in questo tipo di viaggio? E di conseguenza, qual è il design migliore per un abitacolo del 2027? Scienziati, progettisti manager sono chiamati a raccogliere la sfida insieme.

Durante la 3M Design Night, ad emergere è stata la crescente necessità di un end-to-end digit flow produttivo che integri senza soluzione di continuità le esigenze dell’utente con le soluzioni abilitate dalle tecnologie. In questi territori, ma diecimila metri più in alto, si muove anche l’innovazione della mobilità aeree. Come saranno le cabine passeggeri del futuro? Il video sotto ci dà un’overview realistica.

Grazie alla manifattura 4.0 useremo aerei fatti di moduli intercambiabili in base alle esigenze del singolo volo e alla sua destinazione; l‘internet of things ci permetterà di non perdere mai (di vista) i bagagli; l’intelligenza artificiale memorizzerà i nostri desiderata, attribuendo il sedile che preferiamo o consegnando il menu preferito senza neanche dover aprire bocca. Queste sono solo alcune delle possibilità attivate dalla man-machine collaboration che daranno forma alla nostra futura esperienza di volo. Immaginarla e progettarla è compito dei designer, trasformarla in soluzione richiede un processo condiviso, fatto di molte competenze e altrettante professionalità diverse, ma capace di cooperare.

La 3M Design Night ha fatto emergere quanto il Design Thinking sia di fatto un skillset cross-disciplinare e trasversale che “traduce” la tecnologia in soluzioni creative capaci di produrre valore per la società. “Probe the future is what design does. If it does right, design builds trust and stimulates inclusion” ha sintetizzato Eric Quint, Chief Design Officer di 3M riassumendo il compito affidato a chi è leader nel settore dell’innovazione oggi: immaginare il futuro, usare la scienza e le tecnologie a disposizione per renderlo realtà e migliorare la vita delle persone.

Meet the Media Guru è realizzato in partnership con Fastweb, Artemide, Fondazione Fiera Milano, con il patrocinio di Comune di Milano, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo e la collaborazione di Institute without Boundaries | George Brown College – Toronto.