Media/City: la tregiorni sulle città alla Triennale di Milano

Schermi, facciate, spazio urbano, spazio post-metropolitano, da Times Square a Londra, da Milano a Shanghai, passando per il Sud Italia. Come si stanno trasformando le città? È in corso la […]

Schermi, facciate, spazio urbano, spazio post-metropolitano, da Times Square a Londra, da Milano a Shanghai, passando per il Sud Italia. Come si stanno trasformando le città?

È in corso la tregiorni Media/City alla Triennale di Milano: un seminario ampio e approfondito che indaga la città nelle sue diverse sfaccettature e rispetto ad una presenza forte, sempre più capillare: quella dei media.

Ieri nella prima giornata il focus è stato “Smart city/Media town”: i media possono aiutare la città a divenire smart? Che tipo di esperienze generano e amplificano?
Da Mario Abis ad Alessandro Balducci, da Vinzenz Hediger a Janet Harbord fino all’intervento conclusivo di Henry Jenkins, la giornata di ieri è stata ricca di spunti e riflessioni. Sotto il coordinamento di Francesco Casetti, sono stati toccati nodi salienti di un tema quanto mai caldo e attuale. Si è parlato di Milano, di Expo e di casi internazionali. Si è parlato di city user e di rivoluzioni digitali che atterrano localmente e sono capaci di cambiare volto ad una città.
La giornata è stata trasmessa in diretta streaming con collegamenti dall’Italia e dall’estero. Il convegno è arrivato sino in Bolivia, con un utente (regista di documentari audiovisivi sui paesi in via di sviluppo) cui premeva indagare – in seguito alla lecture di Jenkins – il tema del digital divide insieme ed oltre quello delle smart cities.

Il confronto tra spazi e paesi è stato inevitabile, soprattutto quando sono stati esposti case history di uso strategico del medium per lo sviluppo e la cura della città. Jenkins ha parlato anche di “soluzioni comunicative alternative in caso di terremoto” che a Los Angeles stanno studiando e mettendo a punto, mentre in chat esplodeva il dibattito su come l’Italia tutta possa diventare smart e sul perché non vi riesca.

Il convegno ha aperto spazi di riflessione ma anche di progettualità concreta e reale per chi vi ha partecipato. La giornata prosegue oggi con le sessioni “Flussi, siti, facciate” e “Mobilità, Interazione e Interfacce”.
Anche oggi, sotto la conduzione di Casetti, si alterneranno grandi nomi del mondo accademico internazionale, studiosi di architettura e comunicazione: da Mirko Zardini – Centro Canadese di Architettura – a Pierluigi Nicolin, del Politecnico di Milano; da Mauro Carbone – Università di Lione – a Giuseppe Richeri – Università della Svizzera Italiana. Da Florian Hoof, di Yale, a Giuliano Noci, Politecnico di Milano. Concluderà la giornata lo scrittore Luca Doninelli  con un’intervento sulla sintassi della città.

Il convegno proseguirà anche domani con l’ultima sessione mattutina “Un nuovo senso della bellezza?” Dopo l’escursione nella tecnologia, nella mobilità, nelle architetture e nelle interfacce, un momento per guardare all’estetica che i media possono generare in città. Kurt W. Forster, di Yale, aprirà la giornata; seguiranno gli interventi di Luisa Collina – Politecnico di Milano – e Chiara Giaccardi – Università Cattolica di Milano. Interverranno anche l’architetto Italo Rota e Marco Biraghi, del Politecnico di Milano. I conclusive remarks saranno di Francesco Casetti.

L’appuntamento, oggi e domani, è in Triennale.
Qui iscrizioni e programma completo.

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