Social media detox

Unplug. Detox. Ognuno lo chiama in modo diverso, ma si tratta di un bisogno sempre più sentito. Soprattutto durante le vacanze. Ecco come provarci prima della fine dell'estate...

Vacanze sabbatiche, detox, unplug. Ognuno le chiama in modo diverso, ma si tratta di un bisogno sempre più sentito. Soprattutto durante l’estate. E lo dimostrano i tanti articoli usciti di recente su The Guardian (How to survive the summer holidays: social-networking pitfalls), Fortune (Why I’m quitting social media), The Verge (I’m still here: back online after a year without the internet), Fast Company (con la campagna #Unplug  di cui abbiamo parlato anche in un precedente Bookmark!). Da leggere su Mashable, poi,  una riflessione (Should You Take a Break From Social Media on Your Vacation?) sulle motivazioni psicologiche che ci sono dietro al nostro non sapersi staccare dai gadget.
Anche per arrivare pronti al prossimo appuntamento autunnale di MtMG con Zygmunt Bauman (che ci parlerà proprio delle nostre vite sospese tra online e offline), ecco alcune segnalazioni interessanti su come disintossicarsi dalla tecnologia.

Digital Detox

“You are now entering a technology and device free zone. Please refrain from using your cellphone inside this space. The use of WMDs (wireless mobile devices) is not permitted”.

Questo è l’avviso che campeggia nei “Device Free Drinks“, le serate in cui ci si ritrova a bere con amici che hanno volontariamente spento ogni dispositivo elettronico. Lo stesso concetto è stato portato su una scala più grande dai “Camp Grounded“, i summer camp organizzati da Digital Detox, gruppo che vuole appunto aiutare i tanti tech-addicted della Silicon Valley a “disconnettersi per riconettersi meglio”.

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Lo “schermo” del cielo in una notte stellata. Credits: Scott Sporleder/Nytimes

 

Come ha raccontato il Nytimes in questo lungo reportage, questi bootcamp stanno avendo sempre più successo, soprattutto per quanti trascorrono l’anno attaccati a uno schermo dalla mattina alla sera e poi non sanno più come connettersi con gli altri nella realtà.

“My goal now is to connect people. Here’s always going to be more media, more to do outside of where you are. The only moment that matters is right now.”

Vacanze sabbatiche

Potrà sembrare una soluzione estrema, ma se non altro ha la sua efficacia, la vacanza sabbatica suggerita da danah boyd, una delle maggiori esperte di social media. Come ha raccontato su LinkedIN, da qualche anno ha eliminato del tutto le email durante le vacanze: non solo per quanto riguarda la consultazione, ma anche la ricezione; ogni email finisce automaticamente nel cestino. Come nel caso di Baratunde Thurston, anche boyd ha stilato una serie di regole per gestire al meglio le vacanze senza email.

Step 1: Schedule a vacation
Step 2: Communicate with colleagues
Step 3: Manage expectations
Step 4: Create a backdoor for emergencies
Step 5: Send a final warning note
Step 6: Make your email go poof!
Step 7: Disappear
Step 8: Re-entry

Stop Phubbing

Succede al ristorante, quando l’amico con cui si è andati a cena passa l’intera serata a rispondere ai messaggi di WhatsApp. Ma anche – in casi più estremi – con il compagno geek che scatta a più non posso foto sulla spiaggia…
Se davvero per molte persone non c’è limite all’uso (e all’abuso) della tecnologia, forse il miglior deterrente potrebbe essere quello sociale. E, cioè, rendere la mania di controllare compulsivamente l’ultimo messaggio ricevuto una cattiva abitudine, qualcosa di socialmente riprovevole. E’ quello che stanno provando a fare gli ideatori della campagna “Stop Phubbing“. Dove “phubbing” sta appunto per “phone snubbing”, ovvero ignorare un’altra persona (to snub) da cui si è accompagnati per interagire con il proprio telefono. Come scrivono Corriere.it e il Daily Mail, ora si possono “denunciare” pubblicamente i propri phubber, inviando una segnalazione su Twitter e Facebook.

Per quanto sia ironica (e forse costruita a tavolino da un’agenzia di comunicazione?), la campagna mette bene in evidenza quali sono i problemi sociali creati dall’uso smodato della tecnologia: secondo un sondaggio pubblicato sul Sunday Times un terzo dei britannici si definisce “phubber”, mentre un quarto interrompe una conversazione per rispondere a una telefonata. E, per restare in tema estivo, quasi 6 su 10 (57%) controllano l’email anche durante le vacanze. Forse è meglio inviargli i consigli di danah boyd…

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