Imprenditori di noi stessi: l’importanza della rete

Come si può essere sicuri di fare un uso professionale dei social network? Un capitolo del libro di Ben Casnocha e Reid Hoffman, Teniamoci in contatto. La vita come impresa è dedicato […]

Come si può essere sicuri di fare un uso professionale dei social network? Un capitolo del libro di Ben Casnocha e Reid Hoffman, Teniamoci in contatto. La vita come impresa è dedicato alla rete di relazioni come elemento propulsivo e fondante di una carriera proiettata al futuro.

Le relazioni, nella sfera professionale, non devono essere meno autentiche di quelle personali. Dall’autenticità e dal grado di profondità di tali relazioni, dipende una differenza chiave nell’approccio al Social Networking: quella tra il “networker” classico – costituitosi come tale per ragioni strumentali e già consumato dal progresso di Internet –  e il “costruttore di relazioni”, una figura complessa e contemporanea che – per l’insieme di doti, competenze e profilo etico – è destinata a non consumarsi nel breve termine, ma a risultare efficace e presente anche nel contesto del lavoro di domani. Si tratta infatti di una figura che non vive più la relazione social come il vecchio networker, in modo opportunistico;  non punta alla quantità dei contatti, ma alla loro qualità: più che esibirsi negli eventi, fare la raccolta di biglietti da visita e inventarsi costantemente nuove occasioni di incontro, parte dalle sue reti sociali, dagli alleati affidabili con cui approfondisce il legame e lavora per interessi comuni. Solo in un secondo step, passando attraverso questi contatti forti, si spinge a conoscere nuove persone.

La costruzione intelligente della relazione prevede una motivazione e un divertimento superiori al fatto di vederla solo come impegno dovuto. Un desiderio primo di esplorare le sfere d’azione, le attività e le passioni degli altri, la  loro “vision” professionale e quella delle aspirazioni. Il nuovo modello di relazioni passa attraverso la portata in termini qualitativi della rete e attraverso la cooperazione sintonica con gli alleati intimi, vicini, sicuramente rari e con quelli più lontani che, da altri punti di vista e da altri settori, possono apportare innovazione e informazione verso il proprio network.

Una relazione intelligente è un processo in divenire, un arricchimento costante e reciproco. Come scrivono gli autori: «”Ultimato” dovrebbe essere un insulto per ciascuno di noi. Siamo tutti work-in-progress». 

Voi che networkers siete? Come costruite le vostre relazioni social? Date un parere su Twitter (#mmgCasnocha) e Facebook.

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