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La storia della cultura digitale in 4mila video

Chi è passato dal Meet the Media Guru headquarter non ha potuto non notare le numerosissime cassette che occupano le nostre librerie. Questo patrimonio video raccoglie gli ultimi 40 anni di evoluzione di immagini sintetiche, animate, generate per simulare la realtà o per rappresentare un nuovo immaginario.

Nell’arco di questo periodo è avvenuta una vera rivoluzione, nel mondo della rappresentazione delle immagini: non solo ora si può simulare perfettamente la realtà, ma è possibile andare oltre, verso mondi immaginari, con un grado di realismo sconcertante.

Il Centro di Documentazione Digitale: un progetto per valorizzare la memoria in videotape, di quarant’anni di cultura digitale.

Mentre assistiamo a una continua espansione di questo genere di produzione, sono poche le istituzioni che dispongono di materiali in grado di costituire la memoria di un percorso che rappresenta un tassello fondamentale della cultura contemporanea, e che rischia di perdersi.

Da qui è nata l’idea di costituire un Centro di Documentazione Digitale a partire dai materiali che oggi la Mattei Digital Communication custodisce, e che racchiudono anche gli albori dell’ormai quasi-decennale Meet the Media Guru.

Un Centro di Documentazione Digitale in modalità open, aperto al pubblico e innovativo, ad alto contenuto di servizi, dove studiosi, professionisti, studenti, e di chi ne farà richiesta, potranno visionare il materiale audiovisivo digitalizzato in alta qualità e avere accesso a una banca dati di testi e immagini. L’obiettivo sarà anche offrire un servizio di consultazione alla collettività a fini didattici e formativi, ad esempio in accordo con Università, scuole di cinema, Accademie d’arte.

Ad oggi gli archivi della Mattei Digital Communication comprendono, oltre ai materiali di Meet the Media Guru, tutto ciò che è stato raccolto da Maria Grazia Mattei, per un totale di circa 4.000 video italiani ed internazionali (Francia, Gran Bretagna, USA, Giappone, Canada, ecc.) di alta qualità (standard Betacam, U-Matic, BVU e VHS), che documentano l’evoluzione delle immagini di sintesi dagli anni ‘60 ad oggi.

Già oggi l’archivio è strutturato in diverse sezioni per un “catalogo” – per ora – ideale, ampio e dettagliato, che tocca tutti i temi portanti che hanno dato corpo all’innovazione e alla cultura digitale in tema di immagini: Realtà Virtuale, TV interattiva, Cartoni Animati 3D, Pubblicità, Effetti speciali, Arte e creatività italiana, Rassegne tematiche, Monografie d’autore, Rassegne internazionali, Show-reel, Installazioni artistiche interattive – sono alcune delle sezioni.

“La digitalizzazione di questo patrimonio è l’unica strada che consenta la conservazione, la valorizzazione e la condivisione di materiale che altrimenti rischiano di deteriorarsi per la smagnetizzazione dei supporti.”
Maria Grazia Mattei

Il progetto per il Centro di Documentazione Digitale c’è ed è dettagliato in fasi, obiettivi, servizi da offrire, sezioni tematiche. E’ un progetto ambizioso e necessario, che vuole fare da ponte tra un presente di innovazione e la storia che ci ha condotti fin qui: perché la valorizzazione della memoria illumina la nostra contemporaneità aumentandone il significato, e crea quel dialogo con le nostre radici, necessario a capire dove stiamo andando.

Manca ora qualcuno che abbia voglia di investire in questa avventura. E il Centro di Documentazione Digitale cerca uno o più sponsor. Citando Massimo Sideri che ha pubblicato per primo l’appello sul Corriere della Sera del 25 novembre “Toc, toc. C’è qualcuno?”

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